«Perfetti Sconosciuti» sbarca a teatro e conferma il successo del film al cinema

Nel 2016 il regista Paolo Genovese realizza il suo film di maggior (e miglior) successo; una storia che racconta di amicizia, amore e tradimenti. Una trama in cui i personaggi si chiedono fino a che punto conoscono il proprio partner e gli amici di una vita, e fino a quanto sono disposti a cedere al fascino del poter varcare la soglia più intima e privata dell’altro, senza venirne a propria volta travolti.

“Perfetti sconosciuti” si piazzerà al secondo posto negli incassi cinematografici di quell’anno, e grazie all’acclamazione della critica, moltissimi paesi come Francia, Stati Uniti, Russia e Cina, chiederanno i diritti per un remake.

Nel 2019 Perfetti sconosciuti entra nel Guinness dei primati come film con più remake in assoluto nella storia del cinema.

Otto anni dopo, Paolo Genovese ci riprova, firmando la sua prima regia teatrale, transitando dalla pellicola al palco, quello del Manzoni di Milano, portandone in scena una versione fedelissima, ma ancor più divertente e brillante del film originale.

Un normale sabato sera, un gruppo di amici si ritrova a casa di Rocco ed Eva, per la solita cena tra coppie. Questa volta però qualcuno propone un nuovo gioco, diverso dal solito, un qualcosa che potrebbe rivelarsi pericoloso: mettere tutti i cellulari sul tavolo, e condividere con tutto il gruppo qualsiasi telefonata o messaggio che arriverà durante la serata. E mentre fuori è prevista una rara eclissi di luna, dentro, i personaggi, si troveranno a fare i conti con ombre inaspettate, capendo che spesso, chi crediamo di conoscere meglio, si rivela in realtà uno sconosciuto. Perfetto.

Perché, come dice Rocco, “ognuno di noi ha tre vite: una pubblica, una privata e una segreta". E forse l’unica verità che ci accomuna e che dobbiamo accettare è che “siamo tutti frangibili”.

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