Perché il Surface Book è meglio del MacBook Pro

Al di là delle caratteristiche tecniche e software c’è una frase, anzi una foto questa, che descrive parte della presentazione di Microsoft di ieri: il Surface Book è il doppio più potente del MacBook Pro, quello Retina uscito ad aprile di quest’anno. Una dichiarazione, quella dell’azienda di Redmond, per nulla supportata da spiegazioni maggiori e che può far balzare dalla sedia e gridare al falso. Ma la realtà dei fatti è quella raccontata dal palco newyorkese, almeno sulla carta.

Cosa lo rende così potente

A leggere le specifiche in maniera veloce, viene da chiedersi come può Il Surface Book essere più potente di un MacBook Pro Retina, visto che hanno entrambi uno stesso processore, i5 oppure i7 e identica Ram da 8 o 16 GB. Quello che cambia, ed è stata la stessa Microsoft a spiegarlo, è il tipo di architettura della CPU, la nuova Skylake, e una scheda video Nvidia GeForce nella sua configurazione top di gamma. Una serie di elementi che, uniti, rendono il tablet/portatile uno degli oggetti più potenti del mercato ma anche meno economici: il pre-ordine partito oggi dagli USA parla di almeno 1.499 dollari per la versione base, 2.699 per quella più completa con processore Core i7, 16 GB RAM e 512 GB di archivio SSD. 

Doppia GPU

Lo schermo misura 13,5 pollici e ha 6 milioni di pixel. Sotto ci sono ben due schede grafiche, un’altra bella novità. Quando il Surface è attaccato alla tastiera, si attiva la GPU principale (quella Nvidia) mentre durante la funzione da tablet classico, quindi solo con il touch, entra in gioco la grafica Skylake integrata, che de-potenzia il dispositivo dal punto di vista prestazionale ma ne allunga anche l’autonomia, che può arrivare fino a 12 ore. A far girare il tutto, manco a dirlo, c’è Windows 10 Pro, più versatile che mai grazie all’interazione col tocco e un trackpad di vetro multitouch a 5 punti.

Il design

Nulla da dire dal punto di vista estetico. Il Surface Book è una via di mezzo tra un MacBook di Apple e un Chromebook, nella declinazione più elegante tipo quella di Asus: il corpo è in metallo, ci sono due prese USb 3.0, un lettore di schede SD, la connessione di ricarica (chiamata Surface Connect), il jack per cuffie e microfono e un ingresso di tipo mini-display port. La bruttezza sta tutta nello chassis quando è chiuso con quella serie di grinze che non permettono allo schermo di aderire perfettamente alla tastiera. E non è detto che sia solo un particolare.

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