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Perché al Pd conviene allearsi con il Movimento 5 stelle

Se il Movimento 5 stelle chiudesse davvero ad un'alleanza al centrodestra che coinvolge anche Silvio Berlusconi, a Luigi Di Maio non resterebbe che guardare a sinistra, o a quel che ne rimane. Così in queste ultime ore gli appelli e le aperture verso il Partito democratico si fanno più espliciti e al Nazareno qualcuno comincia a dare segnali d'interesse.

Recuperare gli elettori fuggiti

Perchè se la Lega Nord ha cannibalizzato una parte degli elettori di Forza Italia, una parte di ex elettori dem ha votato 5 stelle e in alcuni casi in pieno contrasto con la leadership di Matteo Renzi.

Quindi che oggi una parte del Pd abbia interesse a non uscire dallo scenario politico dialogando con i 5 stelle si spiega anche così.

La stagione dell'opposizione grillina in questi anni si è rivolta soprattutto al Giglio Magico, alle decisioni, alle inchieste che hanno toccato le famiglie Renzi e Boschi e si è smorzata molto con Gentiloni al governo.

Tant'è che oggi quelli che chiamano il Pd all'opposizione sono proprio i renziani della prima ora, mentre tutte le minoranze vedrebbero con favore almeno “una prova di dialogo”.
D'altronde Luigi Di Maio da solo con il suo 32%, sa che non va da nessuna parte se non trova un'intesa con qualcuno e guardando a sinistra potrebbe recuperare anche Leu. Insomma, paradossalmente i grillini potrebbero riunire il centrosinistra.

Un programma per rottamare il renzismo

Ma per sottoscrivere l'accordo ci vuole quanto meno un programma condiviso. Un elenco di punti che convinca le due forze in campo a sedersi allo stesso tavolo e che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, se ne convinca dando avvio alla legislatura.

Per esempio, il Movimento 5 stelle potrebbe trovare un primo accordo proprio sulle misure messe in campo dal Pd sul sostegno al reddito. Con una legislatura di breve orizzonte come rischia di essere questa, i grillini potrebbero non avere tempo a sufficienza per mettere in campo il reddito di cittadinanza e allora la strada per non tradire del tutto le promesse passerebbe per il rifinanziamento del Rei, il Reddito di inclusione approvato dal governo Renzi e l'ampliamento della platea dei beneficiari.

Se davvero si trovasse l'accordo con il Movimento 5 stelle, Leu e una parte della minoranza Pd potrebbero scardinare altri due totem renziani come il Jobs Act e la Buona scuola, accusati di aver logorato fino all'annientamento i rapporti tra partito e parti sociali. L'occasione sarebbe utile per recuperare il dialogo con quella parte di sinistra che da tempo ha smesso di guardare al Pd e non lasciare totalmente il campo libero al Movimento 5 stelle.

Insomma il Pd al governo con il Movimento potrebbe logorare dall'interno il consenso grillino e iniziare un'opera di recupero del proprio elettorato stanco di Matteo Renzi e del suo metodo.

Un'opportunità da non lasciarsi scappare per voltare veramente pagina.

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