Il pacifismo all'attacco del 4 novembre che in realtà è festa di unità di un popolo

"Un militare è il primo pacifista". Da giorni, e forse mai come in questi giorni, sta risuonando forte la parola Pace. Usata, abusata, che dall'Ucraina arriva in Italia. La politica, soprattutto il Movimento 5 Stelle, sta cercando di farla propria organizzando manifestazioni (senza bandiere...) per chiedere la pace. Quello che stupisce è però una delle date scelte per queste manifestazioni, il 4 novembre. Scelta fatta non a caso, ma per contrapporsi quella che viene considerata la Festa delle Forze armate, anzi per cercare di rovinare quella che in realtà è una festa della nazione.

"Il problema principale che fanno molte persone e anche molti politici di diversi schieramenti - spiega Pasquale Trabucco, scrittore, ufficiale in congedo e soprattutto da anni impegnato a far conoscere cosa sia davvero il 4 novembre attraverso un'organizzazione a questa festa dedicata e di cui è Presidente - è che si scambia il 4 Novembre come la festa delle Forze Armate. In realtà si tratta di una celebrazione che non è solo delle Forze Armate ma di tutta la popolazione. La dicitura precisa infatti dice che il 4 novembre è la festa dell'Unità Nazionale E delle Forze Armate. Si ricorda infatti la data della fine dei combattimenti della prima guerra mondiale e che sancisce per la prima volta l'unità del paese, come tra le altre cose ha spiegato bene anche il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella".

Anche perché la Grande Guerra fu soprattutto una guerra di popolo...

"E' stato esattamente così. I militari rimasti sul campo furono 650 mila, ma i civili furono 550 mila i morti. Persone uccise anche per il loro appoggio che veniva dato da tutti alla difesa del nostro territorio. Ecco quindi che va ricordato bene quale sia il significato di questa giornata e di questa Festa che, ripeto, è una Festa di tutti".

E' però evidente che, visto anche quanto sta succedendo in Ucraina, che da mesi sta crescendo nel nostro Pese uno spirito più che pacifista diremmo proprio "anti-militarista"

"Questo è evidente. Ma si tratta anche in questo caso di un clamoroso errore. le posso garantire e può scriverlo che non esiste un pacifista più pacifista di un militare. Perché solo un soldato conosce la guerra, gli orrori, il dolore che inevitabilmente una guerra si porta con se. Lo abbiamo visto con chi la Grande Guerra l'ha combattuta o in chi ha fatto la seconda guerra mondiale. ma anche i soldati che negli ultimi anni hanno partecipato a missioni all'estero. Le persone che sono tornate a casa sono persone diverse. la guerra ti cambia... però vorrei spiegare bene che non ho nulla contro i pacifisti. Siamo tutti pacifisti; certo, c'è anche qualche esaltato, ma come lo si trova da ogni parte per ogni cosa. Quello che è sbagliato è dividerci che è l'esatto opposto del messaggio che lascia il 4 novembre: l'unione del paese e della sua gente".

Lei ha girato l'Italia a piedi percorrendo migliaia di km per sensibilizzare su questo tema e parlare con la gente. Un viaggio diventato un libro (L'Ombra della Vittoria. Il Fante Tradito). Che persone ha incontrato? Cosa le dicevano, nel bene e nel male


"Ho trovato molta vicinanza, molta voglia di Italia e poco distacco. certo, c'era chi non la pensava come me ma non c'è mai stato astio o negatività; piuttosto confronto e rispetto".

Durante la campagna elettorale se ne sentono di tutti i colori, e anche questa volta si è tornati a parlare del ritorno del servizio di leva obbligatoria. cosa ne pensa?

"Sono decisamente a favore della reintroduzione del servizio di leva - conclude Trabucco - senza però pensare a cose anacronistiche ed ormai fuori dal tempo. Il cosiddetto "militare" di una volta non c'è più e oggi sarebbe anche inapplicabile. Si potrebbe invece pensare ad un servizio di leva per prima cosa da effettuarsi nella propria città o al massimo nella propria provincia che abbia in più un periodo iniziale di Formazione Militare per poi, superata questa prima fase, dedicarsi ad attività diciamo di Protezione civile sul territorio. Questo farebbe molto comodo ad ogni comune e aiuterebbe anche i più giovani a riscoprire il valore dell'Italia intesa come paese"

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