Mps, Eretico di Siena e la verità del fratello di David Rossi

da Siena

Il commento di Filippo galleggia tra decine di altri. È scritto di getto, come molti di quelli apparsi a partire da mercoledì sera sul blog Eretico di Siena . Una delle tante voci on line che da anni hanno messo nel mirino il sistema Mps-Pd, senza dubbio una delle più famose perché da lì, nel 2012 (dunque con diversi mesi di anticipo rispetto all’inchiesta della magistratura) uscirono i primi spifferi relativi all’affaire Alexandria.

Un paio d’ore dopo il suicidio di David Rossi, Raffaele Ascheri, l’insegnante che anima il blog e che non è mai stato tenero verso il responsabile della comunicazione di Mps, aveva pubblicato un post nel quale, pur di fronte alla necessità di un passo indietro rispetto alla tragedia, non rinnegava nulla della sua linea. “Qui non siamo abituati a cambiare idea con facilità, neanche di fronte ad eventi luttuosi e drammatici” scriveva l’Eretico. “Non ci piaceva per niente - e l'abbiamo sempre scritto -  il modo con il quale Rossi aveva gestito l'Area comunicazione della banca Mps, ed il suo modus operandi l'avevamo sempre stigmatizzato, non esimendoci dal sarcasmo. Rispettiamo dunque in pieno il lutto della famiglia, come è sacrosanto che sia; ma non venite, in questa sede, a chiedere facili ed ipocrite prese di posizioni agiografiche post mortem. Non è proprio il caso”.

Tra gli oltre cinquanta commenti al post, in buona parte critici, c’è anche quello di Filippo. Non è un utente qualunque, e non solo per il fatto che è tra i pochi a firmarsi con nome e cognome, ma proprio per il cognome che porta: Rossi.

Filippo è il fratello di David e risponde così, impastando rabbia e dolore, al blogger senese: “Volevo dirti che il tuo sarcasmo è finito, come è finita la vita di una persona per bene che si chiamava David, il mio fratello grande.
 Ora il tuo blog avrà altro di cui occuparsi.
 Purtroppo è morto il fratello quello bravo, quello che sapeva sempre darmi un consiglio, in maniera pacata. Sai Eretico, io nella mia abbastanza giovane vita, ho già dato, prima la mia compagna, poi il mio babbo (morto lo scorso novembre dopo una breve malattia – ndr), ora David, che per me, che sono di parte, era bellissimo e senza macchia, o la macchia potevi toglierla con un pillotto.
 Invece no, ha preferito andarsene, così, senza neppure salutarmi e di questo sono molto incazzato, non c'è pace per me.
 Ho le spalle larghe, ma non so se adesso lo saranno abbastanza. 
Ora rientra nel mazzo che il jolly ti è già uscito, non so se la colpa è anche tua, di quello che è successo, come si dice, chi vivrà vedrà, ed io mi dispiace sono ancora vivo”.

Parole pesantissime, che sembrano allineare almeno in parte la famiglia Rossi al coro di chi, in queste ore difficili, ha individuato nel clima di veleni e sospetti scaturito dal web una delle possibili cause dell’agitazione del manager negli ultimi giorni.

Parole alle quali lo stesso Ascheri ha voluto rispondere poco dopo con un altro post: “Credo che tu, comprensibilmente distrutto dal dolore, faccia confusione su questo: i piani nostri, sono del tutto diversi. Tu ti richiami ad un David familiare, intimistico: non esito a credere ineccepibile; ma io, nel criticarlo ed attaccarlo, mi rifacevo ad un piano pubblico, muovendo accuse a quel livello. I due piani non vanno mai confusi, se possibile. Passata almeno la prima ondata di emotività, pensaci. Sono stato sarcastico, con lui? Certo che sì, eccome. Senza nessuna retorica: quando ti metti contro una potenza finanziaria-mediatica-politica come quella da lui incarnata per anni, l'ironia ed il sarcasmo (insieme al paradosso) sono le uniche armi che hai (…) Ti prego però di ragionare con la tua testa, di fronte a coloro che useranno la tragedia di tuo fratello come vera e propria clava contro l'informazione libera. Una morte come quella di tuo fratello merita un approfondimento che sia davvero tale: se vuoi iniziare da questo blog, benissimo; ti prego, però, di non fermarti qui. Un abbraccio forte, e di certo molto più sincero di tanti che ti verranno dati in queste ore”.  

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