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La (presunta) morte di al-Shishani, comandante georgiano dell'Isis

A proposito di Omar al Shishani, Omar il ceceno, e della sua presunta morte annunciata oggi dal Pentagono — ad opera di un drone — il padre ha detto: non ne so nulla, “viene dato per morto una volta al mese”.

Sarebbe stato colpito da un velivolo esplosivo comandato a distanza, nei pressi di Al-Shadadi, nel nord est della Siria, città riconquistata dai jihadisti il mese scorso.

Omar al Shishani è uno dei vertici militari dell’Isis. Una sorta di ministro della difesa. La sua morte sarebbe in effetti un duro colpo per lo Stato islamico.

Secondo il portavoce del Pentagono, Peter Cook, si tratta di un “leader che ha guidato i combattenti Isis in numerose battaglie in Iraq e in Siria”.

La sua morte sarebbe particolarmente influente perché metterebbe in difficoltà la rete di reclutamento di nuove leve, soprattutto quelle provenienti dalla Cecenia.

Il Pentagono, precisa che il bombardamento è avvenuto il 4 marzo e i risultati sono ancora oggetto di verifiche in queste ore.

Il che non è secondario. Perché — come ha appunto ricordato suo padre Taimouraz Batirashvili — al Shishani (vero nome Tarkhan Batirashvili) è stato dato per morto numerose volte.

Noi stessi, quasi un anno fa abbiamo pubblicato il post che trovate qui sotto, con titolo e sommario che davano per certa la notizia. Mentre aspettiamo conferme, potete leggere quello che abbiamo scritto nel giugno dello scorso anno: 

“La morte di al-Shishani, il comandante georgiano dell’Isis”
Un passato nell’esercito del paese caucasico, era diventato il capo delle operazioni nel nord della Siria: è stato ucciso in Iraq dalle milizie sciite

30 giungo 2015 - È stato ucciso in Iraq, nella provincia di Salaheddin, Tarkhan Tayumurazovich Batirashvili, più noto come Abu Omar al-Shishani, un ex veterano della guerra russo-gerogiana del 2008 che si trasferì in Siria dopo lo scoppio della guerra civile fino a scalare tutta la gerarchia di comando dell'esercito dell'Isis e diventare il comandante in capo delle operazioni militari nel nord del Paese arabo, specie ad Aleppo, Lakatia e Raqqah. Una taglia da 5 milioni di dollari sulla sua testa posta dal Dipartimento di Stato americano, Al-Shishani ha combattato anche in Caucaso e in Cecenia a fianco delle forze islamiste anti-russe.

La sua fama, in Siria, divenne leggendaria soprattutto dopo aver condotto i suoi uomini nel 2013 a conquistare la base aerea di Menagh, vicino ad Aleppo, dalla quale partivano gli aerei del regime per bombardare i ribelli.

Nato in Georgia, nel 1986, da una famiglia cristiano-ortodossa, al-Shishani ha combattuto, prima di scalare la gerarchia di comando dell'Isis, a fianco di Al Nusra, l'organizzazione islamista rivale degli uomini di Al Baghdadi e considerata diramazione di Al Qaeda. In Siria Al-Shishani si è sposato con una donna cecena. Nel 2014, su indicazione di Abu Bakr Al Baghdadi,  questo capo militare divenuto leggendario ha guidato gli uomini dello Stato islamico nell'assedio alla super-raffineria di Baiji, la più grande dell'Iraq, recentemente riconquistata dalle milizie sciite. Non è la prima volta che viene dato per morto. Nel novembre 2014 fu il leader ceceno Ramzan Kadyrov ad annunciare sulla sua pagina di Instagram che al-Shishani era stato ucciso. Ne diffuse una foto. Ma non era lui.

Isis: i most wanted del Pentagono

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