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Incendi nel Parco della Majella: il monte Morrone devastato dalle fiamme

Quella del 2017 verrà ricordata come l'estate degli incendi. Complice la siccità, ma molto più spesso a causa dell’intervento doloso dell’uomo, se ne sono andati in fumo in tutta Italia migliaia di ettari di superficie boschiva.

Secondo Legambiente sono bruciati 24.677 ettari di Zone di Protezione Speciale per tutelare l'avifauna, 22.399 dei Siti di importanza comunitaria e ben 21.204 ettari di parchi e aree protette, per un totale di 35.000 ettari.

Dal 19 agosto bruciano anche le montagne del Morrone, nel parco nazionale della Majella, in Abruzzo. Una nebbia densa e tossica ha invaso la valle Peligna, alle pendici del gruppo, fino alle strade di accesso delle zone di Sulmona e Pacentro.

A soffrirne di più sono le numerose aree di riserva naturale integrale, che ospitano specie protette sia animali che vegetali (queste ben 2.000), frutto di decine e decine di anni di protezione e di ripopolamento.

ANSA/GRETA FRANCO
Il terribile incendio sul monte Morrone a Sulmona (L'Aquila), 28 agosto 2017
ANSA/CLAUDIO LATTANZIO
Operazioni di spegnimento dell'incendio sul monte Morrone in Valle Peligna (L'Aquila), 25 agosto 2017
ANSA/ CLAUDIO LATTANZIO
Il bosco dopo l'incendio che ha distrutto ettari di terreno sul Monte Morrone, Sulmona 30 agosto 2017
ANSA/Corpo italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++
L'incendio sul monte Morrone a Sulmona (L'Aquila) che ha devastato l'intera zona, 28 agosto 2017
ANSA/Corpo italiano di Soccorso dell'Ordine di Malta +++EDITORIAL USE ONLY - NO SALES+++
Abitanti della zona e volontari guardano arresi la devastazione portata dall'incendio sul monte Morrone a Sulmona (L'Aquila), 28 agosto 2017
ANSA/GRETA FRANCO
L'incendio sul monte Morrone, luogo sacro di Papa Celestino V, (L'Aquila), 28 agosto 2017.
ANSA/STEFANO SECONDINO
Faggeta sul Monte Morrone, Abruzzo
Ansa
Una foto tratta dalla pagina Facebook del Parco Nazionale della Majella mostra l'incendio che ha interessato il Parco nazionale della Majella, 24 agosto 2017
ANSA/LUCA PROSPERI
Forti folate di vento hanno spostato il fronte del fuoco che ha flagellato il monte Morrone, verso valle fino a lambire le prime case che sono arroccate sulle pendici della montagna sacra a Celestino V, Sulmona (L'Aquila), 20 agosto 2017

I danni più gravi

Le cifre sono devastanti come il fuoco che ha mangiato letteralmente gran parte della pineta e delle praterie sommitali, ovvero quelle che si trovano a una quota superiore a 1.500 metri e che ospitano gran parte della ricchezza biologica dell’area.

Si parla, finora, di oltre tremila ettari andati in fumo, il 5% dell’intera superficie del Parco. Ma oltre ai danni materiali, quelli che ci hanno rimesso di più sono le migliaia gli animali arsi vivi, selvatici e non, dai lupi, alle lucertole, alle mucche nei pascoli.

Gli incendi passati

Considerato tra i più violenti incendi che nell’ultimo decennio ha devastato il Parco, negli anni ‘80 il Monte Morrone, oggi epicentro del rogo, si era trasformato in un vero inferno. Paragonabile a ciò che sta accadendo nel 2017.

Il Monte Morrone, la storia di Celestino V

Oltre ad essere un prezioso serbatoio di biodiversità che ospita numerose specie rare ed endemiche, il Monte Morrone è ricordato quale il luogo dove il frate divenuto poi papa Celestino V andava a pregare. Noto “come colui / che fece per viltade il gran rifiuto”, come lo indica Dante, che nella Divina Commedia lo colloca nell’Antinferno tra gli Ignavi, il papa fu eletto nel 1294 dimettendosi dopo pochi mesi, il 13 dicembre, non sopportando le pressioni di Carlo d’Angiò e dei faccendieri intenti ad approfittare della sua buona fede.

Adesso questa zona è chiusa a tutti e a tutto. Arde l'area protetta tra il moltiplicarsi delle accuse di ritardi e inadempienze. La montagna è interdetta perfino ai droni che, come ha raccontato il presidente della Regione - non posso intervenire a causa dell’intensità dei roghi.

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