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Il ruolo di Papa Francesco e il pluralismo religioso in Italia

Il ruolo di Papa Francesco nel dialogo interreligioso nei suoi primi quattro anni di pontificato e all'indomani del viaggio in Egitto del 28 e 29 aprile scorsi. Ma anche la crescita dell'Islam e delle altre religioni non cattoliche in Italia in seguito all'espansione dei flussi migratori; il rapporto tra i media e le religioni; lo spazio pubblico delle religioni nel nostro paese, luoghi di culto come diritto spesso inascoltato, specialmente per le nuove comunità estere (musulmane in testa) insediatesi negli ultimi anni entro i confini italiani.

L'identikit socio-numerico e culturale dei movimenti religiosi
Sono solo alcune delle domande a cui si cercherà di dare una risposta con il convegno "L'Italia delle religioni. Numeri e personalità tra pluralismo confessionale e libertà religiosa" in programma a Firenze il 3 maggio all'Istituto Sangalli, in piazza San Firenze 3. Relatori i docenti Paolo Naso e Brunetto Salvarani. Un incontro, preannunciano gli organizzatori, che punta ad aggiornare l'identikit socio-numerico e culturale del movimento religioso tra le 189 diverse nazionalità degli immigrati presenti in Italia, come emerge dai dati forniti dalla Caritas italiana e da Migrantes, l'organismo della Cei (Conferenza episcopale italiana) che segue la pastorale dei movimenti migratori, una realtà pari al 2,5-3% della popolazione italiana (contro una media europea del 4%, con punte del 6,5% in Francia e del 6,1% in Olanda) che si dichiara musulmana pari a 1 milione e 645 mila i fedeli dell'Islam, seguiti da 1 milione e 405 mila i cristiani ortodossi. Dal punto di vista demografico-statistico l'islam italiano mostra una notevole costanza, da quasi un ventennio ormai rappresenta circa un terzo degli immigrati (Centro studi e ricerche Idos), anche se nel nostro paese l'incidenza della popolazione di fede islamica è tra le più basse d'Europa (2,6%). Dei 2025 luoghi di culto, 655 sono moschee, 355 sono le chiese ortodosse.

Chiese dismesse, parrocchie e vecchie canoniche: le nuove "case" delle comunità religiose
Proprio la presenza degli ortodossi, rispetto alle comunità musulmane, che attendono ancora un inquadramento giuridico, appare molto più stabile e definita grazie al riconoscimento a dicembre da parte dello Stato italiano. Non solo, in molte diocesi, i vescovi hanno autorizzato il riutilizzo di numerose chiese. In Italia, ogni adeguamento dell'assetto giuridico, ispirato al riconoscimento pieno della libertà religiosa e di culto, continua ad essere regolato dal sistema delle Intese. Inoltre, nel nostro paese il diritto fondamentale della libertà di culto connessa all'esercizio della libertà religiosa rischia, troppo spesso, di essere sottoposto all'arbitrato di un referendum. Dati, analisi e commenti messi a fuoco dal volume interdisciplinare, curato da Naso e Salvarani, "I ponti di Babele. Cantieri, progetti e criticità nell'Italia delle religioni" (Edb, 2015), che costituirà la base del dibattito all'Istituto Sangalli, che, significativamente – notano i curatori dell'incontro – con questo convegno intende rispondere, sebbene in modo indiretto, alle polemiche che da qualche tempo infuriano a Firenze per la costruzione di una moschea.

La sfida del patto nazionale per un Islam tutto italiano
Una iniziativa che intende, inoltre, gettare le basi per il rilancio sul pluralismo religioso nel nostro Paese e lo fa alla presenza di due massimi esperti in discipline religiose: Paolo Naso docente alla Università Sapienza di Roma e coordinatore del Consiglio per i rapporti con l'Islam italiano presso il Ministero degli Interni; che in qualità di firmatario, ha dato un fattivo contributo al ''Patto nazionale per un islam italiano'', sottoscritto ad inizio anno dal ministro degli Interni Marco Minniti e che è stato definito una ''prima'' assoluta in termini di integrazione tra la fede islamica e il contesto italiano. E Brunetto Salvarani, insegnante presso la Facoltà Teologica dell'Emilia-Romagna e co-conduttore della storica trasmissione di RaiRadio3 'Uomini e profeti'.

Dopo l'avvio del ciclo "Donne e Veli" e il ruolo di primo piano, pochi giorni fa, della sociologa siriana Ferial Mohuanna ai dibattiti più seguiti del Middle East Now, con questo appuntamento l'Istituto Sangalli inaugura il nuovo ciclo di incontri dedicato a 'Religioni: scenari locali e globali', con una panoramica su consistenza, caratteristiche, personalità delle differenti fedi religiose presenti nel nostro Paese, a partire dal 'Rapporto sulle Religioni', pubblicato due anni fa presso le #Dehoniane di Bologna proprio da Naso e Salvarani.

L'Istituto Sangalli di Firenze, istituzione fiorentina, laica e non confessionale, nato nell'aprile 2014 per promuovere gli studi umanistici e il dialogo inter-religioso e inter-culturale, in appena poco più di due anni di attività, ha assegnato 15 borse di studio, superando i 50 mila euro di finanziamenti alla ricerca per studiosi italiani e stranieri. L'Istituto Sangalli nel 2015 ha partecipato a Unity in Diversity; ha ideato il progetto 'Florence Short Term Fellowships' che richiama a Firenze studiosi da tutto il mondo; ha finanziato il lavoro per l'edizione critica dell'epistolario tra Giovan Battista Montini (Papa Paolo VI) e Giorgio La Pira; ha ideato il ciclo di incontri ''La religione è servita. Ebrei, cristiani e musulmani si incontrano…a tavola'', per la conoscenza reciproca tra le grandi religioni monoteiste puntando sugli aspetti culturali, storici ed anche gastronomici. Inoltre, l'Istituto Sangalli ha istituito, in collaborazione con il Festival dei Popoli, la kermesse internazionale del film documentario, il premio ''Lo sguardo dell'altro'', dedicato al dialogo tra culture e religioni; infine, poche settimane fa, ha collaborato all'edizione 2017 del Middle East Now, il festival di cinema e cultura contemporanea del Medio Oriente, con la presenza di Ferial Mohuanna, sociologa siriana dell'Università di Damasco.

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