I giovani russi in fuga dalla guerra e da Putin

Aviasales, il sito web più popolare in Russia per comprare viaggi aerei registra +500% su tratte da Mosca a Istanbul, Turchia, e Yerevan in Armenia, ovvero per destinazioni senza visto. Niente più posti invece per Tbilisi, Georgia, città che si poteva raggiungere spendendo 1.500 euro ma acquistando il biglietto dall’estero, e costi alle stelle per raggiungere gli Emirati, Sudamerica e Africa, anche con prezzi di quasi 250.000 rubli (4.000 dollari). È in gran parte il risultato della decisione del presidente russo Vladimir Putin di attivare la mobilitazione parziale di 300.000 persone, d’età inferiore ai 26 anni, destinate a possibili incarichi contro “l’Occidente che vuole distruggerci”. Finora il Cremlino aveva evitato questi metodi di arruolamento, ricorrendo invece al reclutamento di prigionieri, offrendo stipendi alti per contratti militari a breve termine e istituendo reggimenti locali per aumentare il numero di uomini a disposizione delle Forze armate. Ma Putin non ha fatto i conti con la connessione dei giovani russi, soprattutto degli “under trenta”, tra i quali ci sono coloro che più sono critici nei confronti del suo regime. Seppure il ministro della Difesa russo Sergei Shoigu abbia rassicurato che nessun soldato della leva obbligatoria verrà mandato a combattere, ma soltanto chi ha precedenti esperienze e specializzazioni, non c’è fiducia tra i richiamati e soprattutto, al momento, l’esercito russo non sarebbe in grado di addestrare per tempo tutti i militari che indosseranno la divisa. Questo sia a causa della mancanza di istruttori, già impegnati sul fronte ucraino, sia a causa della penuria di mezzi e attrezzature, le cui forniture sono state dirottate da tempo verso lo scenario della cosiddetta “Operazione speciale”. Per rendere minimamente operativo un soldato semplice serve almeno un mese, mentre per chi ha una specializzazione, sia egli un carrista o un operatore della missilistica, ci vogliono da quattro a sei mesi. Troppo per la rapidità degli eventi che si stanno verificando in Ucraina, ma quanto basta per avere al fronte chi spara per tutto l’inverno. Ciò significa che i giovani che dovessero trovarsi a combattere sul fronte ucraino sarebbero destinati a morire in breve tempo, arrivando comunque già fortemente impreparati e demotivati, anche perché comunque meglio informati di quanto stia in realtà accadendo. Sarebbero poi guidati da ufficiali di prima nomina senza alcuna esperienza sul campo, in un territorio del quale il nemico ha la migliore conoscenza possibile. Se davvero Shoigu lascerà che Putin mandi al fronte giovani sotto i 26 anni presi dalla società civile sarà il suo ultimo tragico errore e lo zar perderà completamente il consenso interno. Sarà quindi molto importante che l’Occidente rassicuri i giovani cittadini russi sul fatto che l’unico scopo di Ue e Nato è quello di fermare la guerra in Ucraina. Per farlo non sono sufficienti le radio, mezzo di comunicazione avulso dai millennials, bensì è importante che si aprano canali paralleli su internet, capaci di aggirare la censura russa.Una delle città nella quale sono presenti più giovani russi è Istambul, da dove potrebbero cercare di spostarsi verso la Grecia o altre nazioni filo-UE o Nato per non essere rimpatriati, non potendo fidarsi del comportamento di Erdogan. L’unica scelta possibile dei giovani è rimanere all’estero fino a 27 anni compiuti, in modo da non essere più richiamabili perché oltre il tempo massimo per la leva iniziale, anche se esiste il timore che il governo russo possa modificare la legge alzando l’età massima applicabile. A molti di costoro scadrà il passaporto mentre sono oltre confine, ma Mosca ha da tempo cominciato a rilasciare e rinnovare i documenti per l’espatrio soltanto e uomini che abbiano completato il servizio militare, oppure a chi ha un certificato medico d’esenzione. Dunque, nessuna possibilità di tornare a casa e poi ripartire. I giovani fanno bene a non fidarsi: sebbene la legge russa oggi prescriva che i soldati di leva non possano essere utilizzati nei conflitti al di fuori della nazione, già mesi fa è stato confermato che diversi uomini in servizio militare obbligatorio sono stati uccisi mentre combattevano in Ucraina e altri sono stati fatti prigionieri. La memoria ci riporta infatti ai video in cui venivano mostrati i ragazzi russi prigionieri, e chiesto alle loro madri di andare a prenderli per vedere che cosa stesse accadendo realmente in Ucraina. Secondo alcuni report Nato unità con soldati russi coscritti sono già state inviate per difendere il confine con la regione ucraina di Kharkiv. Ora il decreto di mobilitazione pubblicato dopo il discorso televisivo di Putin sembrava dare alle autorità il potere di arruolare milioni di uomini idonei di età compresa tra i 18 e i 60 anni appartenenti alla riserva, con precedenza a quelli che hanno prestato servizio nei ranghi delle Forze armate, anche se il decreto, a una lettura attenta, appare molto vago, mentre una legge approvata dal parlamento russo martedì ha introdotto i concetti legali di "mobilitazione, legge marziale e tempo di guerra" prevedendo lunghe pene detentive per i disertori e coloro che si sono arresi volontariamente.

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