Fiorella Mannoia in concerto per Lucio Dalla

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Fiorella Mannoia

Mannoia e Jovanotti per Italia Loves Emilia


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Fiorella Mannoia abbraccia la seconda moglie di Pino Daniele, Fabiola Sciabbarrasi, al termine dei funerali del cantautore al Santuario del Divino Amore, Roma, 7 gennaio 2015

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Claudio Baglioni e Fiorella Mannoia allo Stadio Olimpico di Roma nel 2009


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9 luglio 2002. Da sinistra: Ron, Pino Daniele, Fiorella Mannoia e Francesco De Gregori durante il loro concerto di stasera al Brescia Summer Festival.

Era necessaria una figura carismatica come quella di Fiorella Mannoia, considerata la voce e il controcanto femminile della una canzone d'autore italiana, per  dar vita a un album-tributo della caratura di A Te, dedicato al grande Lucio Dalla. Incidere un disco con le canzoni di un’icona della musica italiana come Lucio, a poco più di un anno dalla sua morte, è un’operazione insidiosa, da maneggiare con estrema cautela.

Oltre all’ oggettiva difficoltà di non sfigurare  di fronte alle doti vocali del cantautore bolognese, si corre il rischio di essere accusati di sfruttare la sua scomparsa per fini commerciali. Non è il caso di A Te, omaggio sincero e caloroso a un amico prima ancora che a un grande artista.

L’accoglienza entusiastica dell’album da parte sia dei suoi fan che di quelli di Lucio ha convinto la Mannoia  a tornare a esibirsi quest'estate con il tributo a Dalla in alcuni concerti all'aperto.I prossimi appuntamenti sono il 30 luglio a Trento (Piazza Duomo), il 3 agosto a Salerno (Arena del Mare), l'8 agosto a Soverato (Summer Arena), il 6 agosto a Forte dei Marmi (Villa Bertelli), il 12 agosto a Zafferana Etnea (Anfiteatro Comunale) e il 13 agosto a Sciacca (Piazza Mariano Ross).

Nel corso delle serate Fiorella eseguirà non solo le undici canzoni che troviamo in A Te, ma anche altri brani a sorpresa del repertorio di Dalla, per quattro eventi irripetibili interamente dedicati all’amico-maestro con il quale ha diviso tante volte il palco.

Il disco è un mix equilibrato tra grandi successi e canzoni meno note, riarrangiate appositamente per la vocalità dalla cantante romana. Nell’album spiccano i duetti con Ron in Felicità e con Alessandra Amoroso ne La sera dei miracoli. Mentre il nome di Ron è sembrato piuttosto naturale, dato il rapporto che c’era tra i due artisti, c’è nella scelta della Amoroso un senso di continuità con le ultime esperienze artistiche di Lucio, il duetto con Marco Mengoni e la direzione musicale a Sanremo del talentuoso Pierdavide Carone.

Uno scambio generazionale al quale la Mannoia non si è mai sottratta, come dimostrano le sue collaborazioni con le “rosse” Chiara Galiazzo e Noemi. L’album è stato registrato in presa diretta in due soli giorni, come si faceva una volta, in modo da mettere in primo piano il calore dell’interpretazione rispetto alla fredda perfezione tecnica.

Le parti strumentali sono state eseguite dall’orchestra Sesto Armonico, guidata da cinque importanti direttori d’orchestra: Peppe Vessicchio, Pippo Caruso, Stefano Zavattoni, Marcello Sirignano e Paolo Buonvino. «E’ stato difficile scegliere le canzoni -ha sottolineato Fiorella- Ci si rende conto del vastissimo patrimonio che ci ha lasciato Lucio solamente dopo aver ascoltato tutta la sua discografia. Per decidere i brani mi sono affidata  al ricordo affettivo, come ad esempio Anna e Marco, che abbiamo cantata insieme diverse volte. Non poteva mancare nemmeno Cara, quella a cui sono maggiormente legata».

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