Fiat ha ricevuto quasi 10 miliardi dallo Stato compresi i bonus

E’ dal 2019 che i governi italiani concedono bonus per l’acquisto di auto elettriche, ibride o a bassa emissione di CO2. L’ultimo stanziamento per gli incentivi auto 2024 è di 950 milioni di euro. Se si sommano tutte le agevolazioni concesse negli ultimi 5 anni per incentivare l’acquisto di auto green arrivamo a quasi 3,5 miliardi di euro.

A questi poi aggiungiamo anche tutti i soldi che lo Stato italiano ha dato all’allora Fiat (adesso parte del gruppo Stellantis) che risultano essere pari a 7,6 miliardi di euro (dal 1977 al 2012). Ma non solo, perché ci sono stati anche i vari ammortizzatori sociali approvati da Cipe nel biennio 2010-2011 e l’investimento “necessario” per costruire degli impianti produttivi di Melfi e Pratola Serra (1990-1995) che sono costati alle casse dello Stato quasi 1,28 miliardi di euro. Di rilievo anche le ristrutturazioni che hanno interessato la Sata di Melfi (1997-2000) e l'Iveco di Foggia (2000-2003). Nel primo intervento lo Stato ha investito 151 milioni di euro, nel secondo sono stati spesi 121,7 milioni di euro pubblici. La Fiat per entrambi i siti ha messo sul tavolo una somma di circa 895 milioni di euro.

Uno Stato italiano che si può dire essere sempre stato (forse anche troppo) presente, sotto il profilo incentivi e tutela della società. Presenza che continua tutt’oggi anche per Stellantis. Il ministro del Made in Italy, Adolfo Urso, ieri ha infatti spiegato come nei mesi scorsi nell’incontro avuto con Carlos Tavares, Ceo di Stellantis, e gli Elkann è stato chiesto all’Italia di cambiare la norma sugli euro 7 perchè “a loro avviso avrebbe strozzato Stellantis. E questa cosa è stata fatta perché abbiamo ottenuto un inversione di rotta in Europa”. Ciliegina sulla torta, che fa sempre bene ricordare, è la presenza della sede legale di Stellantis nei Paesi Bassi, uno splendido paradiso fiscale nel cuore dell’Europa e sempre coinvolto nelle varie classifiche internazionali e locali a livello di Ue.

Alla luce di ciò le ultime dichiarazioni di Tavares, che minaccia il governo italiano di chiudere gli impianti nazionali se non ci saranno sussidi, risultano essere particolarmente sgradevoli, oltre che non basate sulla realtà. Nel solo 2024 parliamo di quasi 1 miliardo di incentivi per l’acquisto di automobili. Il problema non sono gli incentivi statali che comunque possono arrivare fino ad un certo punto, ma i prezzi proibitivi dei modelli elettrici o ibridi. Secondo l’indagine condotta da Areté, azienda leader nella consulenza strategica, a frenare le immatricolazioni di nuovi veicoli sono principalmente i costi e l’incertezza in merito all’alimentazione da scegliere. L’83% degli intervistati dichiara di poter spendere meno di 30.000 euro, il 21% meno di 10.000. Una soglia, quest'ultima, che chiude la porta alla maggior parte dei modelli presenti sul mercato e che spalanca il mondo dell’usato, che negli ultimi 24 mesi ha infatti registrato un’ impennata.

E in Germania? Ricordiamo che l’Italia rappresenta il secondo parco auto in Europa, dopo la Germania: "Se a dicembre la Volkswagen ha superato nelle vendite Stellantis a fronte di incentivi e condizioni di mercato simili il problema non è del governo ma dell'azienda". Questa l’ultima stoccata di oggi del ministro Urso a Tavares e Stellantis.

TUTTE LE NEWS SULL'INDUSTRIA

YOU MAY ALSO LIKE