Dobbiamo avere paura dell’On. Pisicchio?

Nessuno (o pochi) ne parlano eppure la vecchia legge sulla stampa, quella del 1948, sta diventando un boomerang, almeno per chi vorrebbe estenderla anche al web. Un disegno di legge, atto Camera n. 191, presentato il 7 maggio dall’On. Pino Pisicchio (gruppo Misto), si propone di attuare “modifiche al codice penale, al codice di procedura penale e alle leggi 8 febbraio 1948, n. 47, e 3 febbraio 1963, n. 69, in materia di diffamazione, di diffamazione con il mezzo della stampa o con altro mezzo di diffusione, di ingiuria e di condanna del querelante, nonché di istituzione del Giurì per la correttezza dell’informazione“.

E come vorrebbe modificarlo vi chiederete voi? In realtà (forse per far digerire meglio la polpetta), la proposta parte con un obiettivo che va anche bene ai giornalisti: eliminare la pena detentiva per la diffamazione. L’altra faccia della medaglia è estendere le disposizioni in vigore sulla carta stampata anche al web, con l’immediata applicazione di sanzioni e multe a chiunque diffonda opinioni online e che vengano riconosciute lesive nei confronti di terzi. La visione, per nulla apocalittica, sarebbe ancora peggiore se si considera che ad essere sotto accusa non sarebbero solo i testi scritti dai blogger ma anche le considerazioni e i commenti dei lettori. Ma non vi sembra che un simile modus operandi sia già in atto?

Solo pochi giorni fa un giudice di Varese aveva condannato una blogger a mille euro di multa per alcuni commenti offensivi rivolti dagli utenti del forum di cui era amministratrice verso la proprietaria di una casa editrice che aveva sporto denuncia alla Procura. Che Pisicchio sia già tra noi?

YOU MAY ALSO LIKE