Della genialità dei cani (ovvero: gli umani non ci capiscono ma ci provano)

Ogni tanto lo penso. Penso che questi qui, questi umani affaccendati e stressati, che mi danno da mangiare e mi portano a spasso e mi sgridano e mi accarezzano, questi qui – insomma – non mi capiscono. Non mi conoscono. Ok, c’è questo piccolo dettaglio che non si parla la stessa lingua, ma a volte mi sembra così chiaro quello che cerco di comunicare, che proprio non mi capacito di come non facciano a coglierlo. Ma tant’è.

In ogni caso c’è uno scienziato, Brian Hare, che per superare questi ostacoli comunicativi ci si è messo d’impegno e si è inventato un modo di misurare la capacità cognitiva e l’intelligenza di noi cani. L’ha fatto in modo semplice. Ha detto agli umani, ai “padroni“: provate. Provate a testare la memoria, l’orientamento, il comportamento dei vostri cuccioli, mandatemi tutti i dati e io vi dirò quanto intelligente è il vostro cane. Prima però dovete pagarmi (gli umani – si sa – non fanno mai niente senza un compenso).

Come funziona il suo metodo e quello che ha scoperto si trova su un sito che ha un nome furbissimo, Dognition, e in un libro, che ha un titolo ancor più bello, “The Genius of Dogs: How Dogs Are Smarter Than You Think, e tradotto fa più o meno così: La genialità dei cani: i cani sono più intelligenti di quello che pensiate.

Ma ci voleva un libro per dirlo?

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