Cesare Cremonini
La ragazza del futuro: la cover
Musica

Cesare Cremonini: La ragazza del futuro è un vero album non una playlist

Un concept album, un insieme di canzoni ognuna delle quali è un tassello del progetto. Cesare Cremonini dopo 5 anni di silenzio torna con un disco molto bello, intenso ed ispirato, quanto di più lontano ci possa essere dall'idea superficiale che gli album possano ridursi ad una raccolta di singoli.

La title track, Colibri, Monnwalk e l'approccio disco funky di Chimica sono le vette di un lavoro dal sound compatto, moderno e brillante, registrato a Bologna (con le parti orchestrali incise agli Abbey Road Studios di Londra). Nessun featuring: una scelta stilistica molto precisa, nettamente in controtendenza, in quest'era di musica superficiale in cui tutti cantano con tutti tanto per fare, spesso con risultati del tutto prescindibili.

L'intero album è figlio della canzone che dà il titolo al disco, il primo passo per mettere insieme canzoni che sono pop nella migliore accezione del termine, poesia, e uno sguardo verso il domani. «Ho puntato sulle canzoni, alcune visionarie, che mi trascinassero verso il futuro. In un momento super difficile, tutto è nato dalla canzone che dà il titolo al disco. La ragazza del futuro è venuta a salvarmi. La visione di questi elementi: la femminilità, la gioventù, il futuro, a chi parlare, a chi tendere una mano» spiega Cremonini. Che ha una scrittura, una capacità di raccontare nei testi la vita e le emozioni, che sembra venire da un altro pianeta in questa fase musicale fatta di mugolii e quattro parole messe insieme a caso giusto per creare l'effetto tormentone. Basta ascoltare le storie contenute in Jeki o Stand up Comedy.

A ribadire la natura di concept album de La ragazza del futuro, la presenza di quattro strumentali che fanno da collante tra le dieci canzoni del disco. Canzoni che vivono tutte insieme, come un'unica entità che non si può separare. Perché la musica, quella seria, non è un frammento usa e getta.

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