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Corea del Nord: gli hacker del regime

L'esercito della Corea del Nord applaude il leader Kim Jong unPedro Ugarte/AFP/Getty Images

Corea del Nord: un regime dittatoriale retto da un dispotico leader che, a ogni suo capriccio, fa saltare la testa di qualcuno. È vietato tutto: anche ascoltare le canzoni della Corea del Sud, tanto meno guardare i film americani.
Non solo: la popolazione è povera e mancano i generi di prima necessità. E ancora: le condizioni disumane dei cosidetti campi di lavoro, ci portano in uno scenario surreale, fermo alla notte dei tempi.

Dunque, l'ultima cosa che ci potevamo aspettare da un paese così era proprio la possibilità di creare un gruppo di hacker in grado di violare i sistemi di sicurezza più sofisticati al mondo.

Eppure sembra proprio sia così.

L'ultimo, in ordine di tempo, è l'attacco informatico alla Sony Pictures che è stata colpita proprio a tre settimane dall'uscita del film The Interview, la cui trama è quella di cercare di uccidere il leader di Pyongyang, Kim Jong Un. Che il caro leader non l'avesse presa molto bene, lo si sapeva, tanto che era stato definito dal ministero degli Esteri della Corea del Nord «un evidente atto di terrorismo e di guerra», e che «se l'amministrazione Usa sarà connivente e patrocinerà la proiezione del film, saranno prese contromisure forti e spietate».

Dopo l'attacco gli hacker hanno lasciato l'immagine di uno scheletro rosso e una firma, Gop (i guardiani della pace). Terminando anche con la minaccia, come ha riportato dal New York Times, di rivelare dati sensibili della Sony.

Dalle rivelazione di un rifugiato, sembra che all'interno dell'esercito nordcoreano ci sia una sezione, Unit 121, composta da esperti hacker che vìolano costantemente i segreti militari della Corea del Sud: già nel 2004, un testimone scappato dal regime, ha rivelato che questi hacker avevano violato ben 33 reti wirless su 80 utilizzati dall'esercito della Corea del Sud. E l'attacco era coinciso con un'esercitazione militare della Corea del Sud insieme agli USA.

Durante l'estate, l'unità di sicurezza informatica USA insiema alla Hewlett-Packard ha redatto un rapporto sull'evoluzione delle capacità della Corea del Nord nel campo dello spionaggio informatico: possono fare di tutto, anche infilarsi nelle reti GPS cambiando le coordinate, come dimostrato durante le esercitazioni militari del 2011 USA-Corea del Sud.

E gli attacchi, pare arrivino dalla Unit121 collocata in un hotel a Shenyang, distante tre ore dal confine con la Cina.

Ma c'è un problema a fare il contrario: la Corea del Nord non ha alcuna significativa infrastruttura Internet al suo interno. E questo, sembra paradossale, è un vantaggio per loro.

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