Conti correnti sempre più cari, soprattutto per i giovani

Non c’è pace. Anche tenere il denaro sul conto corrente è sempre più caro. Colpa dell’inflazione dicono i banchieri che, complice l’aumento dei tassi, nel 2023 hanno però chiuso l’anno con profitti oltre i 40 miliardi di euro. Colpa dell’inflazione, dunque, quell’aumento anche a doppia cifra dei conti correnti di famiglie, giovani e pensionati? Nonostante il costo del denaro stia scendendo i costi per i correntisti sono sempre più alti. A fine dicembre la media era +22%, oggi si arriva a +30% per quelli dedicati agli under 35 (dati Altroconsumo). E mentre salgono i costi e i tassi passivi (+ 18%) continuano ad essere azzerati i rendimenti.

Dal 2019 l’aumento degli oneri sui correntisti registrato da Banca d’Italia è stato di oltre il 30%. Nel 2023 la spesa per un conto corrente tradizionale è arrivata a 104 euro. A incidere è la corsa dei costi fissi, che rappresentano il 70% della spesa, legati al conto e a bancomat e carte di credito. In minor parte incidono i costi variabili. Si spende di più a tenere al sicuro i propri soldi perché costano di più il canone di base del conto e delle carte che usiamo. È dal 2016 che i prezzi aumentano. Oggi un’indagine di Altroconsumo ci dice che nel periodo tra il 31 gennaio 2024 e il 15 marzo 2024 gli under 35 hanno pagano in media il 30% in più rispetto al 2023, arrivando a 95 euro annui. E non se la vedono molto meglio le famiglie + 9% e i pensionati +6%. Non sono salvi neanche i conti correnti online, dove l’incremento è del 5%. La discesa dell’inflazione, insomma, non si vede per i correntisti neanche nel 2024.

Negli ultimi due anni l’inflazione è salita e la Bce ha alzato i tassi di interesse. Cosa è successo nelle banche? Prestiti e mutui sono diventati più onerosi, mentre gli interessi attivi sulla liquidità nei conti correnti è rimasta vicina allo zero. Quindi gli istituti di credito, oltre a non aver aumentato la remunerazione dei soldi dei correntisti (cosa che era possibile fare), hanno portato gli interessi passivi fino al 18% (il credito se si va in rosso è caro) e hanno alzato i costi dei conti correnti. L’inflazione, causa portata dai banchieri a spiegazione dei prezzi in salita, viene quindi pagata dagli italiani non solo quando fanno la spesa e pagano le bollette, ma anche sui propri risparmi tenuti sul conto corrente.

Parlano di aumenti ingiustificati le associazioni dei consumatori davanti a rialzi anche superiori al tasso di inflazione medio. E già un anno fa (febbraio 2023) l’Autorità di vigilanza aveva chiesto alle banche di rivedere i costi riservati ai correntisti. Ma niente, non è successo nulla e i costi continuano a crescere.

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