Chernobyl: 5 cose da sapere sulla serie evento in onda su La7

Bugie e viltà, coraggio e tenacia, fallimento e nobiltà umana. Sono questi gli architravi su cui poggia la trama di Chernobyl, la serie evento prodotta da Sky e HBO che ripercorre il devastante disastro della centrale nucleare dell'ex Unione Sovietica, concentrandosi su come e perché è accaduto e raccontando le storie degli eroi che hanno rischiato la vita per arginare la catastrofe. Dopo il clamoroso successo mondiale - è risultata la serie europea di Sky più vista di sempre e si è imposta come fenomeno in tutto il mondo - e il trionfo di premi, la fiction approda per la prima volta in chiaro in Italia su La7 da giovedì 18 giugno, con tre prime serate da non perdere.

Chernobyl - La serie, la trama

A trentaquattro anni dalla tragedia, Chernobyl - La serie ripercorre le vicende legate alla tristemente famosa centrale nucleare dell'ex Unione Sovietica, esplosa nella notte del 26 aprile 1986, all'1, 23 minuti e 45 secondi, a 120 chilometri da Kiev. La prima puntata comincia proprio con la notte dell'incidente, il più grave mai verificatosi in una centrale nucleare insieme a quello di Fukushima del marzo 201.

Jared Harris interpreta Valery Legasov, lo scienziato sovietico scelto dal Cremlino per indagare sull'incidente, fra i primi a cogliere la portata della tragedia. Stellan Skarsgård è Boris Shcherbina, a capo della commissione su Chernobyl istituita dal Cremlino nelle prime ore successive al disastro, mentre Emily Watson è Ulana Khomyuk, fisica nucleare sovietica impegnata a risolvere il mistero che ha portato al disastro: i suoi sforzi la porteranno a scontrarsi, fino a rischiare la propria libertà e a temere per la propria vita, con chi ha cercato di seppellire il segreto di una terribile cattiva gestione. Poi c'è Jessie Buckley nei panni di Lyudmilla Ignatenko, la giovane moglie di Vasily, un vigile del fuoco che non riuscirà a evitare l'esposizione alle radiazioni della centrale nucleare di Chernobyl: più di chiunque altro, Lyudmilla è il vero volto della tragedia e sarà costretta a fronteggiare un dolore inimmaginabile quando si trova da sola e incinta in una città straniera.




Le proteste della vera Lyudmlla

Quasi tutti i protagonisti della serie tv sono realmente esistiti, ad eccezione di Uluna Khomyuk, la fisica nucleare interpretata da Emily Watson. È ancora viva invece Lyudmila (con una l) Ignatenko, la vedova di uno dei pompieri richiamati a Chernobyl pochi minuti dopo l'incendio scoppiato nella centrale Lenin, che alla BBC ha dichiarato di non aver mai dato il permesso per portare sullo schermo la sua storia (la figlia è morta 4 ore dopo il parto a causa di una cardiopatia congenita).

«Un giorno ho ricevuto una chiamata da Mosca: mi hanno detto che stavano girando la serie tv a Kiev e in Lettonia, dicevano di avermi provata a contattare, ma non erano riusciti. Le riprese erano già terminate, per questo mi offrivano tremila dollari. Ho riattaccato il telefono, pensavo fosse una truffa», ha spiegato. «Sono stata assediata dai giornalisti, hanno preso a calci la mia porta. Volevano a tutti i costi un'intervista. La produzione si è comportata molto male con me. Non mi hanno mai avvisata».



Le location delle riprese

La serie è stata girata a Fabijoniškės, un quartiere residenziale di Vilnius, in Lituania. La maggior parte degli interni sono stati realizzati nella centrale nucleare di Ignalina, in Lituania, che ha un reattore praticamente uguale a quello di Chernobyl. L'altra location utilizzata è un vecchio reattore, dove parte della troupe ha lavorato per un giorno. «Ogni attore che ha lavorato nell'impianto si è dovuto spogliare nudo per far controllare tutti i suoi vestiti. È stato un luogo molto difficile in cui lavorare ma ne è davvero valsa la pena», ha rivelato Adam Nagaitis, l'attore britannico che ha dato il volto a Vasily Ignatenko, uno dei pompieri che nei minuti immediatamente successivi all'esplosione accorsero alla centrale per tentare di spegnere l'incendio.

Il trucco e i costumi

La ricostruzione dettagliata e curatissima degli ambienti e dei costumi è uno dei segreti del successo della serie. Un lavoro di meticolosa ricerca che ha permesso di ritrovare oggetti di design e di arredamento, auto e abiti dell'epoca, tra cui le uniformi originali, appositamente invecchiate, mentre sul fronte del trucco la sfida più complicata è stata quella di far invecchiare in maniera credibile i personaggi a contatto con le radiazioni.



I 42 premi a Chernobyl

In totale, la serie tv Chernobyl ha conquistato 42 premi tra cui dieci Emmy, 1 Grammy per la miglior colonna sonora originale e due Golden Globe (ma la serie prodotta da Sky ed HBO correva con ben quattro nomination): Stellan Skarsgård ha portato a casa la statuetta come miglior attore non protagonista mentre il secondo premio è stato vinto come miglior mini serie tv drammatica dell'anno. Peccato per il mancato premio a Jared Harris (visto in The Crown) in lizza come miglior attore per l'interpretazione dello scienziato Valerij Alekseevič Legasov.

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