Casa: le 10 città in Europa e in America dove comprare è un affare

C'è la crisi, lo sappiamo. E sappiamo anche che una delle conseguenze è che è sempre più difficile trovare forme di investimento redditizie per i nostri risparmi. Chi ne ha la possibilità, può cercare di far rendere i propri soldi aguzzando l'ingegno. Un esempio può essere quello di seguire la tradizionale strada di investire nel mattone, ma facendolo dove questo può fruttare di più. Così, c'è chi guarda agli Stati Uniti, dove il mercato immobiliare è in ripresa post crollo di inizio crisi e dove si potrebbe trovare qualche opportunità interessante. E chi preferische rimanere in Europa, dove regole e procedure sembrano sempre più semplici.

Secondo gli indici sugli investimenti immobiliari elaborati da Standard & Poor's e Case-Shiller, negli Stati Uniti si possono trovare ottime occasioni. Vediamo quali sono i cinque luoghi dove varrebbe la pena comprare un immobile.

Al primo posto viene Medford, cittadina di agricoltori nell'Oregon. Oggi è famosa per i suoi frutteti, ma si candida a diventare un vero bengodi per gli investitori immobiliari: i prezzi sono calati quasi del 39% in cinque anni e si prevede che risalgano di quasi dodici punti percentuali nei prossimi cinque.

Al secondo c'è Winter Haven, in Florida. Il nome della città dice tutto: rifugio d'inverno. Se l'investimento non fruttasse a dovere ci si ritroverebbe comunque con una casa perfetta per le vacanze, a due passi dalle spiagge più belle degli States. E se proprio tutto andasse storto, ci si potrebbe consolare costruendo un palazzo giocattoli nel vicinissimo parco di divertimenti Legoland, dedicato ai famosi mattoncini di plastica. Ma è difficile che questo succeda visto che a Winter Haven il valore degli immobili è calato del 55,7% e dovrebbe risalire, entro il 2017, del 10,2%.

Seguono Daytona Beach, sempre in Florida, con un -54,8% controbilanciato da un +10% atteso, e dove oltre al mare ci si può divertire con le corse automobilistiche e motociclistiche; Chowchilla (-54,5% da rilanciare a un tasso del 10%), in California, con le case sorte nelle terre sottratte ai bellicosi indiani Yokut (nome che significa "assassini") e Napa (-51,9% pronto a ripartire con un incremento atteso del 9,9%), anch'essa in California, patria dei migliori vini d'America.

Per capire qualcosa in più sul mercato immobiliare europeo abbiamo chiesto aiuto a Mario Breglia, il Presidente di Scenari Immobiliari . Che ci ha spiegato che, oggi, ci converrebbe comprare casa a Dublino. Dove i prezzi negli ultimi tre anni sono scesi del 20%, e dove un'offerta di immobili di buon livello è supportata da un'economia che si sta progressivamente riprendendo.

Altre opportunità potrebbero essere colte a Barcellona, dove negli ultimi tre o quattro anni le case sono scese del 25/30%, ma l'economia, crisi permettendo, si sta riprendendo piuttosto bene. Il flusso turistico è in aumento, e i costruttori che hanno dovuto tenere così a lungo i cantieri fermi sembrano essere disposti a vendere a prezzi "stracciati".

Se queste sono le occasioni offerte dai paesi più severamente colpiti dalla crisi, ve ne sono altre in nazioni rimaste "più stabili". Come Bruxelles, dove problemi "reali" non ci sono stati, e i valore del mattone non ha mai smesso di aumentare. Anche se molto lentamente come è sempre successo in Belgio. In una realtà in cui comprare, rivendere, affittare e chiedere un mutuo è molto semplice, l'ipotesi di acquistare con un finanziamento da estinguere con gli affitti diventa realistica.

O Berlino e Francoforte. Due città tedesche in cui l'impatto della crisi finanziaria non ha fatto crollare il valore degli immobili ma le opportunità restano. Nella ex Berlino est, dove alloggi degli anni '50 o degli anni '30 ricostruiti sono accessibili a prezzi relativamente bassi. O fuori dal centro della "più europea delle città tedesche". Che oltre a case convenienti garantisce un'ottima qualità della vita.

E a chi vuole farsi un'idea di prezzo possiamo dice che a Dublino si compra per massimo quattro o cinquemila euro a metro quadrato, a Barcellona per tre, massimo quattro, a Bruxelles per tremilacinquecento circa, a Berlino per quattro e a Francoforte per tre.

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