BeReal, l'anti-Instagram che piace a tutti

L'anti-social che piace, perché reale e non artefatto. Questa è una ma non l'unica ragione che sta spingendo BeReal, l'app nata due anni fa per rovesciare la logica dei like, dei follower e dei ritocchi per lo scatto perfetto. Per questo è stato battezzato come l'app dell'autenticità, opposta a Instagram, Facebook, TikTok e Twitter. Non c'è l'interesse verso l'esaltazione del lusso, la ricerca spasmodica del bello, la volontà di 'influenzare' scelte e acquisti. Lo spazio è zero per chi è artificiale, d'altronde il motto è 'I tuoi amici sono reali', proprio perché l'interazione da far scattare è quella con le persone che già si conoscono. Questo è il motivo per cui in fase di registrazione del profilo, BeReal chiede se si vogliono inserire i contatti in rubrica, così da trovare subito colleghi e amici che si frequentano nella quotidianità.

L'app è disponibile gratuitamente per dispositivi iOS e Android ma non sul web, non prevede pubblicità e volti noti a caccia di consensi social. Pochi gli scatti presenti, perché si possono postare solo quando arriva la notifica sullo smartphone: una volta al giorno, in contemporanea per tutti e sempre ad orari differenti. Niente di prestabilito e di costruito, per tenere lontano chi è finto in favore di chi accetta la sfida. Già perché l'avviso di BeReal offre due minuti di tempo per scattarsi una foto con la fotocamera frontale e una con la selfie camera, per poi condividere le immagini scegliendo se mostrarle solo ai propri amici o a tutti gli iscritti. Aggiungendo o meno la geolocalizzazione.

Rispetto alle foto modificate, in pose perfette e prive di sfocatura che si vedono in quantità industriale su Instagram, qui arrivano scatti buffi che spaziano da acconciature impresentabili a volti assonnati ed espressioni goffe che non troverebbero mai spazio sui social network votati alla (presunta) perfezione. La diffusione di immagini imperfette ma autentiche è dovuto anche al poco tempo utile per la realizzazione degli scatti e la pubblicazione, poiché chi arriva tardi viene battezzato come ritardatario per sottolineare il fallimento della missione. Per vedere le immagini degli altri, inoltre, è necessario aver prima pubblicato le proprie, con la condivisione che rappresenta quindi il lasciapassare per interagire con gli amici online. Altro escamotage simpatico e in linea con la visione originale dell'app sono le RealMoji, che obbligano a farsi un selfie con l'espressione desiderata per commentare un post invece che cliccare su cuori, faccine e pollici.

"BeReal è la vita vera e non ha filtri", è un altro motto che sintetizza l'essenza dell'app lanciata nel 2020 in Francia da Kevin Perreau e Alexis Barreyat, quest'ultimo ex dipendente di GoPro. Dopo un primo periodo di stasi, a fine 2021 ha iniziato a diffondersi nei campus universitari americani (uno degli ambienti in cui nascono e trovano spazio idee che si differenziano dai trend dominanti), crescendo a grande ritmo durante la prima parte del 2022. A luglio BeReal è stata l'app gratuita più scaricata sull'App Store degli Stati Uniti e al momento conta su circa 30 milioni di utenti, di cui più di 21,5 milioni lo utilizzano almeno una volta al mese, mentre poco più di 10 milioni sono utenti attivi ogni giorno.

Esperti e analisti dei social network spiegano l'impennata degli ultimi mesi con la tiktokizzazione ricercata da Instagram, che ha ricevuto forti critiche da molti suoi utenti, anche famosi (lo scorso luglio è diventato noto il Make Instagram Instagram Again, con le sorelle Kardashian a protestare per i cambiamenti dell'algoritmo della social-app mirati a frenare la crescita di TikTok). L'aumento degli utenti e le critiche positive diffuse in molti paesi hanno attirato l'interesse degli investitori a caccia di affari, che nel giro di pochi mesi hanno finanziato BeReal con oltre 115 milioni di dollari, facendo schizzare la capitalizzazione verso i 600 milioni di dollari.

I meccanismi estranei e in parte opposti ai social più popolari stanno premiando BeReal perché molte persone sono stufe di trovarsi davanti carrellate di scatti tecnicamente impeccabili, ma costruiti e non veritieri. E l'ultima mossa di TikTok, che con Now propone agli utenti di scattarsi e pubblicare una foto o una clip di 10 secondi sfruttando la fotocamera posteriore e quella anteriore per mostrare cosa si stia facendo in un dato momento (funzionalità vietata per i minori di 16 anni), è la conferma dell'originalità di BeReal.

Allo stesso tempo, però, pur se ci si ritrova tra amici e si ride grazie a foto improbabili, immaginare che l'app francese possa continuare a crescere e fidelizzare un'ampia fetta di pubblico con una struttura snella che vive di un unico momento di impatto giornaliero sembra fin troppo ottimistico. Senza guardare troppo in là, invece, fin quando BeReal. resterà uno spazio divertente in cui evadere dalla quotidianità, potrà essere considerato il momento di pausa preferito e più atteso della giornata.

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