Bayer-Lazio, per il ranking e 30 milioni di euro

La Lazio gioca a Leverkusen la partita più importante della stagione. Un classicio per le italiane impegnate nel playoff di Champions League che nelle ultime sei stagioni (dopo la riforma imposta da Platini) si è troppo spesso rivelato una salita più dura del Tourmalet: due sole qualificazioni (Fiorentina 2009 e Milan 2013) e ben quattro cocenti eliminazioni con ripercussioni sul resto dell'annata. Accadde al Napoli dopo Bilbao e la Lazio si augura non debba succedere di nuovo anche se l'ostacolo Bayer Leverkusen è stato tutt'altro che saltato dopo i primi 90 minuti. La vittoria per 1-0 con gol di Keita nel finale all'Olimpico è servita per dare un vantaggio numerico, dal momento che ai biancocelesti basterà non perdere o farlo con una sola rete di scarto, però i tedeschi hanno impressionato e sono parsi nel complesso superiori. Insomma, sarà notte di battaglia vera e guai a tirarsi indietro.

La qualificazione alla Champions League vale 30 milioni di euro

Il più attento di tutti sarà, ovviamente, Lotito che nella notte di Leverkusen si gioca 30 milioni di euro. La differenza tra esserci e non esserci nei gironi di Champions League è tanta, anche se il nuovo regolamento Uefa ha un po' addolcito l'eventuale caduta in Europa League. In ogni caso prendere parte alla prima fase della massima competizione significa garantirsi 12 milioni di euro come minimo, cui aggiungere i bonus legati ai risultati (1,5 milioni di euro per ogni vittoria e 0,5 per i pareggi) e una fetta importante del market pool televisivo. In questa stagione le italiane si divideranno una torta da 100 milioni di euro, frutto del ricchissimo contratto con cui Mediaset ha strappato i diritti a Sky nella guerra tutta nostra tra broadcaster. Il 50% viene suddiviso secondo piazzamento nell'ultimo campionato (25 milioni alla Juventus, 17,5 alla Roma e, se qualificata, 7,5 alla Lazio), mentre il rimanente 50% è legato al numero di partite che ogni squadra giocherà nella manifestazione.

Una stima ragionevole dice che la Lazio potrebbe incassare tr i 15 e i 17 milioni dal market pool dei diritti tv, portando il totale garantito in caso di qualificazione al girone a circa 40 milioni perché all'Olimpico di saranno anche tre incassi notevoli nelle partite interne del raggruppamento. Soldi che svanirebbero in caso di caduta in Europa League, anche se da quest'anno l'Uefa prevede un paracadute del 10% del market pool che per la Lazio significherebbe comunque un assegno da una decina di milioni cui aggiungere i proventi della seconda coppa europea. Pochi rispetto alla Champions, ma non pochissimi perché dal 2015-2016 scatta la riforma che aumenta il montepremi. Il montepremi cresce da 223 a 381 milioni di euro e la semplice partecipazione al girone 2,4 più bonus legati ai risultati.

Ranking e prestigio: bisogna passare, anche se...

Poi c'è il discorso del rankign Uefa dove l'Italia nella scorsa stagione ha fatto benissimo (seconda con 19,000 punti alle spalle della sola Spagna) avvicinando notevolemente la terza posizione di Germania e Inghilterra che può valere in proiezione un posto in più nella Champions League. Ai nastri di partenza l'Italia è quarta staccata di circa 4 lunghezze dagli inglesi e poco più dai tedeschi e con la prospettiva a fine anno di guadagnarli quasi tutti solo grazie allo scarto dei punteggi della stagione 2011-2012. Per intenderci, ad oggi virtualmente siamo già davanti all'Inghilterra nella classifica del 2016-2017; ci basterà fare almeno come loro per veder completato il sorprasso a maggio. L'eliminazione della Sampdoria dal preliminare di Europa League è stato un duro colpo, ma anche il West Ham ha abbandonato la compagnia prima ancora di cominciare riequilibrando la situazione.

La storia recente dice che per un'italiana potrebbe quasi essere più conveniente scendere direttamente in Europa League dove è più competitiva, che consegnarsi a un autunno di sconfitte in Champions magari in un girone impossibile. Il Napoli di Benitez, ad esempio, è stata la seconda miglior squadra italiana della stagione portando alla causa del ranking 3,750 punti contro i 4,833 della Juventus finalista in Champions. Però c'è anche un discorso di prestigio e l'idea di restare con due sole rappresentanti nella massima vetrina spinge a dire che Pioli deve fare l'impresa. Per sé e per il calcio italiano.

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