Barcellona: la voce degli unionisti - FOTO

SPAIN-CATALONIA-POLITICS-REFERENDUM
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Ines Arrimadas, esponente del partito "Societat Civil Catalana", fra gli Unionisti in marcia a Barcellona, 8 ottobre 2017
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"Noi siamo Catalani. Noi siamo spagnoli". Barcellona, 8 ottobre 2017
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In corteo anche lo scrittore peruviano, naturalizzato spagnolo, Mario Vargas Llosa. Barcellona, 8 ottobre 2017
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In marcia sotto una gigantesca bandiera Spagnola. Barcellona, 8 ottobre 2017
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Un'agente di polizia accarezza una manifestante. Barcellona, 8 ottobre 2017
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Bandiere spagnole ed europee per rivendicare l'unità del Paese. Barcellona, 8 ottobre 2017
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350mila per la polizia, 950mila per gli organizzatori, le persone che hanno invaso il centro di Barcellona con le bandiere spagnole in mano. Barcellona, 8 ottobre 2017
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"Si" alla Spagna. BArcellona, 8 ottobre 2017
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Anche dai balconi dei palazzi di Barcellona, uno sventolio di bandiere spagnole. Barcellona, 8 ottobre 2017
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Un momento della manifestazione. Barcellona, 8 ottobre 2017
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Manifestanti sulle cancellate del centro di Barcellona, 8 ottobre 2017
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Una giovane manifestante favorevole al dialogo fra Madrid e Barcellona, 7 ottobre 2017
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Gruppi di unionisti ringraziano i funzionari della Polizia Nazionale spagnola. Barcellona, 5 ottobre 2017
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Un momento della manifestazione unionista. Barcellona, 4 ottobre 2017
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Sventolio di bandiere spagnole al corteo degli unionisti a Barcellona, 4 ottobre 2017

E' stato il precipitare degli eventi nelle ultime settimane e il risultato del referendum di domenica, a convincere gli Unionisti di Barcellona a scendere in piazza

Ieri, sono stati 350mila (per la polizia), 950mila (per gli organizzatori),i manifestanti che hanno invaso il centro di Barcellona per opporsi al presidente catalano Carles Puigdemont, deciso a proclamare, forse già domani, l'indipendenza della Catalogna dalla Spagna

Fra i partecipanti alla marcia unionista, anche lo scrittore peruviano (naturalizzato spagnolo) e Nobel per la Letteratura Mario Vargas Llosa, che ha definito il referendum catalano “un golpe politico”, aggiungendo che "la passionepuò essere distruttiva quando è fanatismo e razzismo”

A fargli eco con un tweet il premier spagnolo Mariano Rajoy, che ha dichiarato: "In difesa della democrazia, della Costituzione e della libertà. Preserveremo l'unità della Spagna. Non siete soli"

Contrari al distacco da Madrid e fedeli alla Costituzione spagnola, gli unionisti lamentano che in questo difficile periodo nessun politico ha fatto campagna per il “No” e accusano gli indipendentisti di essere ancorati al passato più che al futuro, attaccati a quell'11 settembre del 1714 quando Barcellona cadde nelle mani delle truppe borboniche e la Catalogna perse la sua indipendenza

Apparentemente in minoranza, sino a qualche giorno fa ai margini di scioperi e proteste irredentiste, gli unionisti hanno iniziato a farsi sentire lo scorso 4 ottobre, quando, durante il discorso tv del presidente catalano Carles Puigdemont, hanno organizzato una rumorosissima, pacifica "pentolata", seguita da altre altrettanto pacifiche (e meno rumorose) manifestazioni di strada



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