Il bambino cattivo, Pupi Avati narratore attento dell'infanzia abbandonata

Pupi Avati passa dal grande al piccolo schermo con Il bambino cattivo, tenendo davanti alla televisione 4.812.000 telespettatori, per uno share del 17,86%, secondo solo ala fiction Le Tre Rose di Eva 2 di Canale 5 (5.011.000 telespettatori, 18,96% di share): un buon risultato se si pensa alla difficile tematica affrontata dal regista emiliano nel tv movie, andato in onda ieri in prima serata su Rai 1.

La messa in onda è stata voluta dallo stesso regista in concomitanza  con la Giornata Internazionale dell'Infanzia e dell'Adolescenza che si celebra in quasi tutto il mondo, il 20 novembre di ogni anno a partire dal 1989. Protagonista è Brando (il piccolo attore Leonardo Della Bianca al suo esordio) un bambino di 11 anni che assiste alla disgregazione della famiglia. Le conseguenze per la sua fragile personalità saranno drammatiche e sconvolgeranno completamente la sua sfera affettiva, in particolare i rapporti con i genitori. Brando è figlio di due docenti universitari in contrasto da anni tra di loro. A dare il volto ai due genitori del ragazzo sono Luigi Lo Cascio e Donatella Finocchiaro, nel ruolo di Michele e Flora. I due intellettuali utilizzano e sfruttano il piccolo, ognuno cerca di farne un testimone di accusa contro l'altro. Naturalmente il ragazzino non è in grado di difendersi da queste aggressioni e viene definito più volte "cattivo" perché cerca di resistere al drammatico coinvolgimento sia del padre che della madre.

La madre, Flora, si dibatte tra continue e serie crisi depressive, il padre è assente affettivamente nei riguardi del figlio. Tutto si complica quando Michele inizia una relazione con Lilletta (Eleonora Sergio) e pretende che il figlio comprenda questa sua passione. Quando Flora scopre la tresca del marito, tenta il suicidio, un atto estremo dal quale non riuscirà più a venirne fuori. Il piccolo Brando, completamente sbandato, inizia a vivere con la nonna paterna che, pur essendo molto legata al nipote, non è in grado di assisterlo. I nonni materni, invece, per i quali Brando è quasi un estraneo, mirano a utilizzare il nipote come testimone di accusa contro il padre e la sua amante. La situazione precipita: i genitori si separano e il giudice dei minori verifica che la madre, oramai gravemente ammalata e ricoverata in una clinica psichiatrica, non potrà seguire il figlio. Il padre, plagiato dalla nuova compagna che non vuole assolutamente prendersi cura del ragazzino, costringe Michele a rinunciare alla paternità. Brando finisce in una casa famiglia. Qui il ragazzino vivrà una situazione ancor più drammatica con una serie di colpi di scena continui, ma dinanzi ai quali il telespettatore subisce un vero scossone emotivo.

Pupi Avati svela che la storia da cui è tratto il tv movie è la più realistica e la meno inventata di tutti i suoi film. Al punto che non è stato necessario arricchirla in nessun modo. Il regista  osserva che gli anziani, apparentemente così lontani anagraficamente dai bambini, in effetti condividono con questi una vulnerabilità che li rende affini. "Mi sono identificato in questo bambino che assiste alla disgregazione del suo intero contesto familiare, immedesimandomi in lui in modo profondissimo e arrivando a condividere il suo pianto nei momenti in cui mi trovavo a descrivere il suo strazio" sottolinea il regista. Che continua: "Ritengo Il bambino cattivo un film necessario, privo di qualsiasi incertezza nel denunciare che le vittime più esposte della disgregazione dei matrimoni sono proprio i figli condannati ad assitere da spettatori totalmente 'passivizzati' allo sballottamento affettivo/istituzionale".

Avati afferma di essersi avvalso della consulenza scientifica di Luigi Cancrini e di Francesca Romano De Gregorio. Il bambino cattivo è stato scritto dallo stesso Avati con la collaborazione di Tommaso Avati e Claudio Piersanti. Le musiche, composte e dirette da Stefano Arnaldi e Lucio Gregoretti, sono state eseguite dall'Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e sono ispirate a composizioni di Chopin e Britten. La produzione è della Duea Film.

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