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Chi è Alexandre Desplat, presidente di giuria della Mostra del cinema di Venezia

Ricordate le melodie evocative di The Tree of Life di Terrence Malick, che ripercorrono lo spettacolo della creazione della vita? Avete ancora nelle orecchie la festa di liuti e balalaika di Grand Budapest Hotel o le più cupe ed epiche musiche di Godzilla?  Note e pentagramma sono di Alexandre Desplat, il compositore francese che è stato scelto come presidente di giuria della prossima Mostra del cinema di Venezia, in programma dal 27 agosto al 6 settembre al Lido. Una sorpresa, visto che mai compositore era stato così omaggiato in laguna.

"Grazie a Alexandre Desplat per aver accettato di presiedere la giuria di #Venezia71 e a tutti coloro che hanno apprezzato questa mia scelta". Così scrive su Twitter il direttore della Mostra Alberto Barbera, colui che ha proposto il suo nome al Cda della Biennale di Venezia presieduto da Paolo Baratta. 

"È un grande onore e un'ardua responsabilità essere presidente di giuria di un festival così prestigioso" ha dichiarato Desplat. "Il cinema italiano ha influenzato sia il mio gusto che la mia musica più di qualsiasi altro e sono orgoglioso di venire alla Mostra di Venezia l'anno dopo Bernardo Bertolucci".

Nato nel 1961 a Parigi (compirà 53 anni il 23 agosto, pochi giorni prima del suo incarico al Lido), Desplat ha lavorato con molti prestigiosi registi sia in Francia che negli Stati Uniti. Hollywood lo adora e lui ama fare jogging sulle colline di Los Angeles, dove ha acquistato casa. La sua "tana" è però nella Ville Lumiere, a Montparnasse, un'abitazione fuori dal tempo costituita da più studi distribuiti attorno a un vialetto. Figlio di padre francese e madre greca conosciutisi durante i loro studi negli States, ha ereditato una cultura tripla, francese, europea, americana...

"La mia musica non domina i film ma piuttosto si fonde a essi", ha raccontato a Le Monde. "La si deve distinguere senza che diventi invadente. Porta qualcosa che non si vede sullo schermo, entra nel quadro come un attore". 

Leggere il suo elenco di film musicati per Hollywood e dintorni è impressionante: Syriana di Stephen Gaghan, The Queen - La regina di Stephen Frears, L'uomo nell'ombra di Roman Polański, Zero Dark Thirty di Kathryn Bigelow, Fantastic Mister Fox e Moonrise Kingdom di Wes Anderson, Monuments Men di George Clooney, La bussola d'oro di Chris Weitz, Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher, Lussuria - Seduzione e tradimento di Ang Lee... 

Ha firmato anche la colonna sonora di due film premi Oscar, Il discorso del re di Tom Hooper e Argo di Ben Affleck. Ma non ha disdegnato titoli più commerciali come The Twilight Saga: New Moon e Harry Potter e i Doni della Morte (Parte 1 e 2).

Il cinema francese, però, non l'ha mai abbandonato. È lui il compositore di riferimento di Jacques Audiard, uno dei migliori registi d'Oltralpe per cui ha firmato, tra gli altri Sulle mie labbra e Il profeta (vincitori di diversi premi César). C'è lui dietro a Coco avant Chanel - L'amore prima del mito di Anne Fontaine o al recente Zulu di Jérôme Salle.

Desplat è dappertutto, anche se spesso lo spettatore non lo sa. Ma lui non patisce il ruolo nell'ombra e a un'esibizione alla Scala probabilmente preferisce un proiettore che va in una sala cinematografica. "Non ho mai sognato altro che essere un compositore per il cinema". All'età di cinque anni è iniziata la sua fascinazione per la settima arte e la sua abbuffata di film. E a cinque anni ha anche iniziato a suonare il piano, passando poi anche per la tromba e il flauto traverso. Ha studiato al Conservatoire National Supérieur de Musique di Parigi, poi si è trasferito a Los Angeles per studiare direzione d'orchestra sotto l'egida di Jack Hayes.

Nominato per sei volte al premio Oscar (l'ultima quest'anno per Philomena), Alexandre Desplat ha vinto un Golden Globe (per Il velo dipinto), tre César, due European Film Award, un Bafta, l'Orso d'argento alla Berlinale. 

Tra i registi che l'hanno scelto c'è anche il nostro Matteo Garrone per Reality. Il suo cineasta preferito? Adora Polanski, che "ha un'energia pazzesca, non ha paura della musica nei suoi film. Tutto il contrario di alcuni registi che sono spaventati dalla musica originale".

Desplat il cinema lo conosce bene e lo ama. A Venezia non sarà di certo spaesato. Anche perché negli '80 ha scritto la hit di musica leggera per Eric Morena Oh mon bateau ("O battello mio")...

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