45 anni fa la resa degli ultimi soldati giapponesi - foto

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Bassorilievo raffigurante la buca di Yokoi nella giungla di Guam
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Il Sergente Shoichi Yokoi in servizio nel 1943
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7 febbraio 1972: Shoichi Yokoi si emoziona al suo arrivo all'aeroporto di Tokyo
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Yokoi saluta la folla durante la festa in suo onore con lui il ministro della salute e del welfare giapponese, Noboru Saito (a destra con gli occhiali)
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Gli abiti confezionati da Yokoi utilizzando foglie di ibisco
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Gli oggetti usati quotidianamente da Yokoi da lui realizzati con legno, foglie e bambù durante la permanenza a Guam
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L'ingresso della buca del Sergente Yokoi nella zona del fiume Talafofo nel cuore di Guam
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Il tenente Hiroo Onoda nel 1944
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Hiroo Onoda (a dx) offre la sua spada da ufficiale al Presidente filippino Ferdinand Marcos (sx) in segno di resa. Onoda morirà a Tokyo all'età di 91 anni.
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Hiroo Onoda saluta la folla all'arrivo all'aeroporto di Tokyo l'11 marzo 1974
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Due cineoperatori americani nelle paludi di Guam, 1944.
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Marines americani stanano con i lanciafiamme soldati giapponesi nascosti nelle buche. Pacifico, 1944
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GLi Americani rioccupano Guam (1944)
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Prigionieri giapponesi sull'isola di Guam
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Resti di un mezzo da sbarco americano nella giungla di Guam
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3 giugno 1944. La bandiera a stelle e strisce torna a sventolare sull'isola di Guam

Isola di Guam, 24 gennaio 1972. Sergente Shoichi Yokoi

L'ultima battaglia del sergente Shoichi Yokoi fu nel tardo pomeriggio del 24 gennaio 1972. Da quasi 30 anni il soldato dell'imperatore Hiroito viveva nascosto nella giungla dell'isola di Guam (Arcipelago delle Marianne), rifiutando di arrendersi al nemico americano che aveva vinto la guerra il 15 agosto del 1945.

Aveva cercato di resistere a due pescatori che lo avevano trovato casualmente nei pressi della sua buca mentre controllavano le trappole per i gamberi lungo il fiume Talafofo, ma a causa del fisico provato da un trentennio di durissima sopravvivenza fu costretto a soccombere e a seguire i due sconosciuti fuori dalla giungla per la prima volta dal lontano 1944. Il sergente Yokoi era arrivato a Guam, occupata nel 1941 dai Giapponesi, all'inizio del 1943.

Investito l'anno successivo dall'offensiva americana, si trovò sulle alture dell'isola assieme ad altri commilitoni superstiti. Inizialmente unito, il gruppo si separò negli anni a venire, e Yokoi visse fino al 1964 in contatto con tre dei suoi, quando questi furono uccisi dalla furia di un tifone. Il sergente giapponese visse per quasi trent'anni in una galleria scavata nel terreno e puntellata con canne di bambù, nutrendosi di frutti e piccoli animali cacciati nelle ore notturne. Con le foglie di hibiscus confezionò abiti e costruì oggetti di uso quotidiano.

Al suo ritorno in Giappone fu accolto come un eroe. Nonostante la notorietà Shoichi volle presentare le scuse alla famiglia imperiale per "non averla servita a dovere". Muore a 82 anni nella Prefettura di Aichi, nel 1997. La buca di Yokoi è visibile nel parco naturale delle Talafofo Falls nel cuore di Guam.

Isola di Lubang, Filippine: 9 marzo 1974. Tenente Hiroo Onoda

Ufficiale d'accademia, durante la guerra fu inquadrato nell'intelligence dell'esercito imperiale. Si trovò con tre compagni nel cuore dell'isola proprio per contrastare con ogni mezzo l'offensiva americana. L'operazione fallì per contrasti tra Onoda ed il suo diretto superiore. Quando gli americani occuparono l'isola i Giapponesi erano tutti morti o prigionieri. Tranne Hiroo e i suoi soldati Yuichi Akatsu, Shoichi Shimada e Kinshichi Kozuka, nascosti tra la folta vegetazione delle alture di Lubang.

Già nell'ottobre 1945 sull'isola furono lanciati volantini che annunciavano la resa dell'Impero giapponese, a cui i tre resistenti non credettero. Per i 10 anni successivi resistettero alle ricerche da parte delle autorità dell'isola che spesso si conclusero in conflitti a fuoco dove persero la vita alcuni filippini e ,in seguito, gli stessi compagni di Onoda che per circa 15 anni rimarrà completamente solo. Il 20 febbraio 1974 il tenente incontra Norio Suzuki, un avventuriero giapponese che si era messo sulle sue tracce.

I due strinsero amicizia ma Onoda rifiutò gli incitamenti di Suzuki alla resa, esigendo che fosse un superiore dell'esercito nipponico ad imporgliela. Tornato in Giappone, Suzuki rintracciò il vecchio comandante di Hiroo, il Maggiore Taniguchi. Il 9 marzo 1974 Onoda fu di fronte al suo superiore tra la folta vegetazione di Lubang, ed ascoltò i termini ufficiali della resa. Consegnate le armi ancora in efficienza al Maggiore, fu portato in seguito a Manila di fronte al presidente Marcos, che lo graziò per i delitti commessi durante la clandestinità.

Come Yokoi due anni prima, il tenente Onoda divenne un eroe nazionale, sempre seguito da due ali di folla. Declinò somme in denaro offerte dal governo di Tokyo, accettando poi donazioni private che scelse di devolvere al tempio di Yasukuni.

Stanco delle folle e deluso dalla perdita dei valori del Giappone tradizionale per i quali aveva combattuto per 30 anni, si trasferisce in Brasile l'anno successivo dove era già emigrato il fratello maggiore. Fu allevatore nel Mato Grosso fino al 1984, prima di rientrare in patria e fondare una scuola naturalista per bambini. Fu sostenitore di Nippon Kaigi, l'organizzazione militarista a favore di un ritorno della monarchia e della casta militare. il tenente Onoda si spegne a Tokyo il 16 gennaio 2014, a 40 anni esatti dalla fine della "sua" guerra.

Isola di Morotai, Indonesia: 18 dicembre 1974. Soldato Teruo Nakamura

Nakamura fu l'ultimo dei giapponesi ad essere ritrovato a 30 anni dalla fine della guerra. Fu anche il meno celebrato in Giappone poiché era nativo di Taiwan e combattè con il Sol Levante come volontario. A Morotai visse inizialmente nascosto assieme ad altri compagni sbandati, quindi da solo in una capanna autocostruita. Sarà scoperto accidentalmente dal pilota di un aereo privato durante un sorvolo a bassa quota. Inizialmente arrestato dagli Indonesiani, rifiutò il rimpatrio in Giappone scegliendo Taiwan, dove morirà nel 1979 per un cancro polmonare.


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