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A sinistra Lou Von Salomé, a destra Friederich Nietzsche (Getty Images).
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Nietzsche, il fuggitivo

L'uomo del dubbio che ha rivoluzionato il pensiero si spostava di continuo, inquieto e solitario, attraverso l'Europa. Un libro ne traccia i vagabondaggi dalla Germania alla Francia, dalla Svizzera all'Italia in cerca di un'armonia impossibile. D'altra parte, diceva lui stesso: «Io sono dinamite».

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Ricominciare a vivere lavorando. Dall'estero

Scappare via dalla città, fare smart working con vista mare. È consentito, pure in zona rossa. E chi sceglie di restare spende meno rispetto all'Italia, ha lo sconto sulle tasse e può persino ricevere il vaccino. Ecco i luoghi migliori dove rifugiarsi

Naufragare in un dolce stereotipo: scrivere un documento spiando il mare dal terrazzo o da sotto l'ombrellone, con un bicchiere ghiacciato come compagno e le onde in sottofondo. Più che distanziati, vivere isolati, connessi per forza, almeno senza le manette strette del lockdown. In alternativa, finire una presentazione davanti a un bosco in una baita, al confine di un sentiero di montagna; partecipare a una videochiamata con il solito muro per scenografia, però invasi dal verde o dall'azzurro della finestra di fronte. E alla mattina presto, al tramonto, nelle pause, esplorare, correre, nuotare, perdersi con la certezza di essersi ritrovati.

È un pensiero stupendo, nasce un poco viaggiando. Non tra mesi, con la calura benedetta dell'estate. Da realizzare subito, adesso, trasformandosi in nomadi digitali provvisori, transfughi dall'ufficio che non c'è, finché non riapre. Di regola bastano un tampone, un biglietto, un computer portatile, il coraggio di prendere e partire. Si può fare anche in zona rossa, arancione o qualsiasi sfumatura cromatica s'inventeranno. Andare in aeroporto è sempre consentito, se necessario pure attraverso un'altra regione.

La pandemia ha reso tutti un po' freelance, anche gli impiegati prima fusi con la loro scrivania, ieri creature mitologiche metà corpo e metà tavolo, oggi risorse domestiche abbrutite da tuta e pantofole. In attesa che i vaccini decollino, che le restrizioni si allentino, anziché crucciarsi tanto vale sentirsi bohémien. Cambiare aria, giusto quella che filtra dalla mascherina. Per una settimana, due, un mese o di più, se la nuova dimensione funziona, cattura, si regge economicamente.

Mete ovvie, ben collegate a tariffe abbordabili, con un costo della vita inferiore all'Italia: la Grecia e la Spagna. Una per le sue isole Covid-free, sperdute nell'azzurro, immuni o immunizzate al virus per densità di popolazione risibile. Non solo: chi trasferisce la residenza fiscale nel Paese ellenico, ottiene un taglio delle tasse del 50 per cento per sette anni. L'altra, la Spagna soprattutto insulare, perché è già rodata, di tendenza: moltissimi connazionali sono fuggiti alle Canarie dopo le prime chiusure e sono ancora lì. Così come in Croazia, che ha varato il «Digital nomad residence permit»: un anno di libero accesso agli stranieri lavoratori, non richiesto agli europei per i primi 90 giorni. Abbastanza per fare il pieno di spiagge e intanto scrutare che succede (o rimane testardamente immutato) in Italia.

A Madeira, avamposto del Portogallo a largo del Marocco, allo smart working hanno dedicato un intero comune, un'enclave per migranti della tastiera: ha un nome promettente, Ponta do Sol, affaccia sull'Atlantico, vanta una connessione dopata che prende dappertutto e consente di inviare grossi file o lanciarsi nello streaming senza interruzioni o crisi di nervi da modem.

Chi ha mire più radicali e vuole lasciare il Vecchio Continente, consideri Dubai. Per poco più di 500 euro si aderisce al programma per coniugare business e piacere negli Emirati. Per un anno, dà accesso agli stessi benefit riservati ai residenti: in particolare, guadagni «tax free» ed «essere eleggibili per il vaccino», come mette nero su bianco il sito Visitdubai.com. Se non si è ottuagenari o giù di lì, di sicuro per un'iniezione nel Bel Paese toccherà attendere di più.

Per il nomade digitale a tempo pieno o determinato, il guadagno è doppio: «Osservare da distante aiuta a comprendere meglio molte cose. All'estero si impara a guardare in modo più attento e non si dimenticano le qualità che si trovano altrove» spiega a Panorama l'economista Lorenzo Riccardi, il campione assoluto dei lavoratori agili: ha visitato 200 Paesi e territori, realizzando la più grande trasferta d'affari intorno al mondo, dimostrando che si può essere operativi sempre e ovunque. Basta investire in flessibilità: «L'adattabilità a diversi fusi, fattori climatici, standard qualitativi e mezzi di trasporto si acquisisce con l'esperienza di viaggi multipli e frequenti» assicura. E fa notare che quest'approccio è un'ottima palestra per il futuro: «Oggi quasi ogni professione» ricorda Riccardi «ha carattere transnazionale o mondiale. Dopo la pandemia prevedo che molti paesi introdurranno misure per attrarre professionalità dall'estero».

Decisa la destinazione, occorre scegliere dove alloggiare. Le opzioni ovvie sono una casa, una villa o una stanza d'hotel: si spende poco o abbastanza, ognuno in base al suo budget. Airbnb.it, naturale riferimento per gli affitti, rende noti dati incoraggianti, specie per chi vuole andare oltre la toccata e fuga: l'80 per cento di chi mette un annuncio accetta soggiorni superiori ai 30 giorni, la metà prevede una tariffa scontata per il lungo periodo. Chi più sta, più risparmia. Peraltro, secondo un sondaggio della piattaforma, la tentazione è forte e diffusa: «Una persona su due sta considerando di unire vacanza e lavoro da remoto».

Chi cerca un contesto di lusso, può optare per un approdo di charme, magari dividendo il costo con pochi fidati amici. «I vantaggi sono tantissimi: la privacy totale, il poter lavorare indisturbati in vari ambienti, sia interni che in giardino. In un'epoca in cui si trascorre tantissimo tempo in conferenze virtuali, la quiete, l'assenza di disturbi e distrazioni, diventano ancora più importanti» dice a Panorama Rossella Beaugié, cofondatrice di The Thinking Traveller, collezione di ville di lusso prenotabili online e sparse tra la Grecia, la Corsica, la Spagna, ma anche la Sicilia, la Puglia, le isole minori italiane. Beaugié conferma la tendenza: «Abbiamo avuto un incremento di prenotazioni di durata superiore alla media, parecchie di tre o quattro settimane». Vari gli incentivi a prolungare la permanenza: «L'avere a disposizione sentieri dove poter fare jogging o andare in bici, una piscina privata e delle belle viste contribuisce al benessere e non può che metterci nelle condizioni ideali per dare il meglio a livello professionale». Eccolo l'alibi perfetto per partire.

Ultima alternativa, dedicata a chi vuole i pasti pronti, la colazione abbondante e le pulizie in camera, è l'albergo, che pure si è adeguato alle nuove esigenze del lavoratore viaggiatore. NH Hotel Group ha lanciato gli «Smart Spaces», spazi esclusivi ed eleganti nelle strutture della catena, dove poter rimanere fino a otto ore, prima di esplorare la destinazione prescelta. Tra i servizi compresi, oltre alla connessione Wi-Fi, un monitor con webcam per le riunioni, una stampante laser, caffè e tè in abbondanza e due bottiglie d'acqua. Così, chi ha nostalgia del vecchio ufficio può ritrovarne una versione evoluta e lussuosa, da qualche altra parte del mondo.

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