grotta giusti
(IHC)
grotta giusti
Italia

Trasformare la pandemia in un occasione per il turismo. «Noi ci siamo riusciti»

Risultati nel 2021 migliori rispetto al 2019, pre Covid. Il gruppo Ihc con i suoi numeri è una mosca bianca in un mondo in forte difficoltà. Merito di una forza aziendale e di uno sguardo imprenditoriale proiettato al domani

«Adattabilità». A volte il segreto del successo è solo una parola. Perché nel momento in cui il mondo del turismo rende noti i suoi bilanci disastrosi del 2021 e chiede aiuti di Stato per riparare alle perdite di questo inizio 2022, devastato dalla variante Omicron, non potevamo non chiedere a chi invece ha chiuso l’anno passato in positivo (ndr – i resort termali di Fonteverde e Bagni di Pisa, in particolare, hanno oltrepassato il budget annuale di oltre il 20%, registrando un 2021 migliore del 2019, anno pre-pandemia) le ragioni di un successo che ha del sorprendente.

«Adattabilità è stata la parola chiave di questo biennio - spiega Marcello Cicalò, Group Director of Operations di Italian Hospitality Collection - Ci siamo dovuti adeguare ovviamente alle varie ondate del covid, tra chiusure e riaperture, ci siamo dovuti adattare al mercato, guardando più all’Italia e meno all’estero, e ci siamo dovuti adattare alle nuove richieste del turista che ha cambiato il suo modo di intendere e vivere una vacanza».

marcello cicalo(IHC Hotels)

In che senso?

«Il turista oggi spende di più, in generale. Abbiamo registrato nelle nostre strutture un aumento nella durata dei soggiorni, ma anche una scelta di stanze più ampie con le suite in grande ascesa. Poi si spende di più anche per i trattamenti di benessere, le spa, i massaggi. È evidente che la pandemia ha cambiato i bisogni della gente che ha rimesso al primo posto il proprio star bene; in più c’è chi ha risparmiato durante il lockdown e quindi si è trovato con delle possibilità economiche superiori al passato. È evidente che comunque c’è voglia di viaggiare, volersi bene, in una parola: vivere. Normale dopo i vari periodi di chiusure e blocchi».

Si, ma non tutti gli hotel, i luoghi di villeggiatura, le compagnie aeree hanno avuto gli stessi vostri risultati. Cosa avete avuto voi di speciale?

«Al primo posto metto la qualità delle nostre strutture, poi aggiungo il lavoro fatto sul personale. Durante la lunga fase di lockdown abbiamo fatto non solo formazione nella definizione classica; abbiamo cercato soprattutto di creare una sorta di consapevolezza in ciascuno dei nostri dipendenti sull’importanza e anche sulla bellezza della professione. Poi va aggiunta la solidità economica del gruppo che ha sfruttato i periodi di stop per investire nella ristrutturazione e miglioria delle strutture; sforzi economici importanti, da decine di milioni di euro, che hanno permesso così di offrire ai clienti un prodotto ai massimi livelli e al passo con le nuove richieste del mercato, al momento della riapertura».

C’è qualcosa che avete invece deciso di eliminare? Qualcosa che prima avevate o facevate e che adesso non ci sarà più?

«L’attenzione alle spese superflue è stata basilare. Gli eccessi, le cose inutili sono dovute sparire per forza. È per questo che ad esempio stiamo dando l’addio alla carta, eliminandola dai menù, nelle reception. Un risparmio economico ed ambientale. E di pari passo va l’iniziativa in corso sui prodotti di cosmetica nelle camere. Stiamo abbandonando le confezioni in plastica monodose sostituendole con confezioni in materiale riciclabile e adatte per dei refill automatici in tutta sicurezza dal punto di vista del Covid».

Torniamo però alle difficoltà quotidiane della gestione di un albergo. Pensando ad esempio a Le Massif, la vostra struttura a Courmayeur, come si programma l’attività alla vigilia di un passaggio della regione in zona arancione o rossa?

«Ovviamente siamo in balia delle decisioni del governo; ma dobbiamo farci trovare sempre un passo avanti, pronti a qualsiasi iniziativa. Pensando a Le Massif ad esempio abbiamo pronte tutta una serie di attività da farsi sulla neve anche in caso di chiusura degli impianti di risalita, aggiungendo altre attività in hotel. Bisogna vivere un po’ alla giornata, sempre pronti però ad ogni cambiamento. In anticipo sugli eventi, mai a rincorrere».

Avete raccolto brillanti risultati soprattutto nelle strutture in Toscana. Ci spiega le ragioni di tanto successo?

«Inutile negare che il «bonus terme» deciso dal Governo sia stata un’iniziativa fondamentale. Sono decine di migliaia le richieste ricevute, con uno sforzo nella loro gestione enorme, ma non va dimenticato anche l’accordo fatto ad esempio con il gruppo Marriot International per il resort termale di Grotta Giusti che ha portato a risultati incredibili. La scorsa estate, mentre il mercato straniero in Italia sembrava fermo, noi abbiamo raggiunto punte di presenza di ospiti americani vicine al 65%».

Come vede il futuro?

«Molto stimolante e promettente. Ritorno su quanto detto all’inizio dell’intervista: la gente ha voglia di viaggiare; a noi resta il compito di farci trovare pronti quando questo momento di emergenza finirà».

«Molto stimolante e promettente. Ripeto quanto detto in principio: la gente ha voglia di viaggiare; a noi resta il compito di farci trovare pronti quando questo momento finirà».

I più letti