Instagram lancia in Italia la supervisione dei genitori
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Instagram lancia in Italia la supervisione dei genitori
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Instagram lancia in Italia la supervisione dei genitori

Il social media amplia le risorse con cui gli adulti possono monitorare l'attività dei minori e gestire il tempo da trascorrere sulla piattaforma

Arrivano in Italia una serie di funzioni con cui i genitori possono monitorare cosa accade ai figli su Instagram. Già disponibili negli Stati Uniti dallo scorso marzo, adesso vengono rilasciate in altri mercati, tra cui quello italiano, nell'ottica di avvicinare ai più giovani padri, madri ed educatori. La premessa d'obbligo per scoprire l'esperienza online degli adolescenti riguarda il patto che deve esserci tra le parti: niente autoritarismi o imposizioni, che tenderebbero a generare l'effetto boomerang, bensì spazio al dialogo per trovare un punto d'incontro e condividere la vita sulla piattaforma più gettonata dagli adolescenti insieme a TikTok.

La funzione Supervisione dei Genitori su Instagram passa, infatti, dal consenso dei minori (che si può disattivare in ogni momento e che decade in automatico una volta compiuti i 18 anni) e amplia le risorse già implementate in passato da Instagram per favorire la comprensione del mezzo per gli adulti (genitori o tutori) e aiutarli a trovare il feeling con i figli, che spesso vivono come un'invasione di campo le attenzioni dei genitori. Guardando nello specifico alle ultime novità, il lato positivo è la possibilità di essere informato qualora i ragazzi incontrino problemi o vivano situazioni spiacevoli.

Una volta superato lo scoglio iniziale, con la necessità per papà e mamma di chiedere all'adolescente di poter supervisionare il suo account (o viceversa accettare l'invito inoltrato dai ragazzi), si possono vedere quali profili segue e da chi è seguito, ma anche ricevere notifiche qualora il minore decida di segnalare un account o un post, potendo in questi casi sapere chi è stato segnalato e il tipo di contenuto che ha fatto scattare la reazione.

Nell'ottica di apportare eventuali correzioni nelle modalità di utilizzo di Instagram, inoltre, genitore e figlio possono accordarsi nel programmare pause in determinati momenti della giornata. Un'opzione utile insieme alla possibilità di impostare limiti nell'arco delle 24 ore, da sfruttare se il tempo medio giornaliero che i ragazzi spendono sul social media sia ritenuto eccessivo. Si intuisce facilmente che tutte queste opportunità possano rivelarsi efficaci a fronte di un approccio che non vada a intaccare la fiducia degli adolescenti. Per cercare di trovare le giuste corde da toccare ed evitare equivoci è bene per gli adulti avere già un'infarinatura sulle dinamiche della piattaforma, che per agevolare il compito offre varie indicazioni e suggerimenti in chiave sicurezza all'interno del Family Center.

Le novità di Instagram riguardano anche i ragazzi, perché Meta sta provando a livello globale la funzione Scopri argomenti diversi per incoraggiare i minori a focalizzare temi diversi in caso indugino troppo a lungo su contenuti dello stesso tipo. Questa opzione è però al momento solo un test, al contrario di Prenditi una pausa, avviso con cui il social media suggerisce ai giovani utenti di fermarsi e mettere provvisoriamente da parte Instagram. Per aumentare l'efficacia della funzione, d'ora in poi i ragazzi riceveranno una notifica che consiglia loro di attivare la funzione, qualora trascorrano troppo tempo a scrollare post, video e commenti.

Anche TikTok si muove da tempo nella stessa direzione circa il controllo degli adulti sulle attività dei minori. Dopo le istruttorie avviate dal Garante della privacy all'inizio dello scorso anno, l'app cinese ha lanciato un anno fa Collegamento familiare, con un ventaglio di strumenti che, dopo aver legato l'account del genitore a quello dell'adolescente, permette di stabilire agli adulti i contenuti cui accedere e le impostazioni per la privacy del profilo del figlio. Il filo in comune tra Instagram e TikTok, dunque, è l'incremento di soluzioni utili per indagare come si muovano i ragazzi sulle rispettive piattaforme, a patto che gli adulti investano tempo per conoscere i mezzi e stabilire un dialogo efficace con i più piccoli.

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