Netflix, i videogiochi sono un flop
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Netflix, i videogiochi sono un flop
Tecnologia

Netflix, i videogiochi sono un flop

La società sta investendo tanto nel settore ma i numeri sono disastrosi: meno dell'1% dei 221 milioni di abbonati accede ai giochi proposti dalla piattaforma

Puntare sui videogiochi per ampliare l'offerta oltre a film, serie tv e documentari, così da catturare nuove fette di utenti e incrementare il numero degli abbonati al servizio. Sulla carta il piano di Netflix sembrava buono, la pratica raccolta invece un'altra realtà, perché la novità non sta funzionando, anzi meglio (cioè peggio per la società di video streaming), non interessa agli iscritti. Questo è almeno quello che raccontano, per ora, i numeri e l'analisi delle abitudini di chi è abbonato alla piattaforma guidata da Reed Hastings, che ha pensato ai videogames per rispondere al prevedibile calo di sottoscrizioni, dopo i numeri record registrati durante il lockdown legato alla pandemia di Covid-19.

Nonostante l'aumento del numero di titoli, cresciuti dai cinque lanciati al debutto del servizio gaming nel novembre 2021 fino ai 24 disponibili al momento per dispositivi mobile, i numeri segnano un clamoroso flop. Secondo il report firmato da Apptopia, il totale dei download dei giochi si ferma a 23,3 milioni, con 1,7 milioni di utenti al giorno. A fronte dei circa 221 milioni di abbonati, significa che meno dell'1% degli utenti paganti accede alla lista dei titoli. E che quindi Netflix necessita ancora di tempo per trovare soluzioni efficaci con cui avvicinare i clienti. "Sappiamo che ci potrebbero volere anni prima di trovare una posizione di peso nel settore dei videogames e sappiano anche che dovremo fare tanti esperimenti perché questa è una sfida a lungo termine", aveva detto nei mesi scorsi Greg Peters, dirigente di punta di Netflix.

Le prevedibili difficoltà non fermano gli investimenti dell'azienda, che entro l'anno punta ad arricchire il catalogo arrivando a 50 giochi. Le manovre intorno al gaming sono anche altre e passano dall'assunzione di figure apicali, come l'ex PlayStation Roberto Barrera, nominato responsabile della strategia per i giochi, e dalle acquisizioni di sviluppatori, come la finlandese Next Games (affare da 72 milioni di dollari) e lo studio di animazione australiano Animal Logic, autore dei film Lego e degli effetti visivi di The Matrix e Il Grande Gatsby. Al contempo, inoltre, Netflix porta avanti la produzione di serie tv legate ai videogiochi, passando dall'attesa Resident Evil a Dragon Age, proprio per creare hype intorno al segmento e spingere di riflesso lo spazio games.

Se l'attenzione sui videogames resta quindi alta, una delle priorità del presente e del futuro prossimo di Netflix è il lancio dell'abbonamento a prezzo ridotto grazie alla presenza di spot pubblicitari. L'arrivo è previsto per l'inizio del 2023 e, in attesa di conoscere i costi per i diversi piani, di sicuro c'è che chi sceglierà la versione low cost non potrà avere accesso alla totalità dei contenuti disponibili sulla piattaforma. A rivelarlo è stato Ted Sarandos, numero due dell'azienda, che ha chiarito tuttavia come l'intenzione della società sia provare a trovare un accordo con gli studi sui diritti d'uso per i contenuti prodotti.

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