f35
(Aeronautica Militare)
f35
Difesa e Aerospazio

Falcon Strike 2022, in Italia la prova di forza degli F-35 Nato

Nella base di Amendola in Puglia un'esercitazione per mettere in condizione Italia, Stati Uniti e Olanda di lavorare in parallelo sui mezzi in caso di emergenza

Si concluderà domani l’esercitazione Falcon Strike 2022, iniziata il 14 novembre, che ha ospitato anche la conferenza degli operatori di F-35 presso la base di Amendola (Foggia), un evento che ha coinvolto velivoli, italiani, olandesi e americani, e che ha riunito le forze aeree che utilizzano il Joint Strike Fighter tra cui Finlandia, Polonia, Belgio, Israele, Stati Uniti, Norvegia, Danimarca, Paesi Bassi, Italia, Regno Unito e Canada. Lo scenario simulato è l'inizio di un conflitto con una forza dotata di sistemi simili a quelli occidentali, di dispositivi missilistici, velivoli molto avanzati e radar dell’ultima generazione.

Oltre 50 diversi tipi di mezzi aerei coinvolti e più di mille militari coinvolti. A essere impegnata, oltre la base pugliese, anche altre cinque basi e l’unità Caio Duilio della Marina Militare, nonché il poligono interforze di Salto di Quirra, in provincia di Nuoro. Lo scopo dell’evento è stato però anche discutere come ottenere il meglio dai velivoli utilizzati, scambiandosi i ruoli e i velivoli sui quali operare, dimostrando come gli operatori dello F-35 possono lavorare l'uno sull'aereo dell'altro per risparmiare risorse e aumentare l'efficienza operativa.

Il generale James Hecker, comandante delle forze aeree statunitensi in Europa e Africa, ha dichiarato: “Potrebbero esserci occasioni nelle quali uno F-35 statunitense sia costretto ad atterrare nella base di un'altra forza aerea, così assume grande importanza l’interoperabilità, in modo che qualsiasi tecnico possa operare su qualsiasi F-35 indipendentemente da dove esso provenga, e non soltanto rifornirlo ma anche riarmarlo”. Il capo di Stato maggiore dell'Aeronautica militare italiana, il generale Luca Goretti, ha affermato che la manutenzione condivisa è in cima all'agenda delle priorità, affermando: "Il processo di standardizzazione in Europa è intenso, poiché al momento se fosse necessario rischierare gli F-35 italiani in Olanda, al momento avrebbe bisogno di inviare una squadra di supporto di un centinaio di persone”.

Ciò significa armonizzare le procedure di manutenzione, un compito che gli utenti europei del Tornado e dell'Eurofighter hanno sperimentato da tempo ma su tecnologie oggi superate. L’Italia, oltre a ospitare il centro di assemblaggio e manutenzione “Faco” degli F-35, presso la base aerea di Cameri, Novara, ha in linea di volo sedici F-35A e cinque F-35B, mentre gli olandesi, dopo aver assemblato i loro primi nove jet negli Stati Uniti, hanno fatto assemblare il resto delle 32 consegne fino ad oggi proprio a Cameri da dove riceveranno quindi altri 14 esemplari dalla linea entro il 2024.

Il capo dell'aeronautica olandese, il tenente generale Dennis Luyt, ha dichiarato: “Abbiamo sempre detto che se i nostri amici italiani possono costruire una Ferrari, probabilmente possono costruire anche gli F-35 e siamo rimasti davvero colpiti da Cameri, siamo molto contenti delle prestazioni dell’aeroplano e riteniamo importante che in Europa sia possibile rendere flessibile e rapida la manutenzione.” Il generale Lyut ha anche precisato: "La guerra in Ucraina ha dimostrato il valore della supremazia aerea, e oggi le nazioni che riconoscono questo valore sono in numero maggiore”.

Secondo le stime industriali e militari, entro il 2034 dovrebbero essere operativi in Europa 610 esemplari dello “Joint Strike Fighter”, rispetto ai circa 138 che risultano ordinati a oggi. E stanti i risultati ottenuti sul piano operativo da Israele, nonché nelle esercitazioni finora svolte, lo F-35 si sta rivelando il più potente e complesso sistema d’arma mai realizzato, e non un progetto che fino a pochi anni fa troppi contrastavano definendolo un “costoso bidone”.

I più letti