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Tesoro, mi si è ristretta la borsa

Così piccoli da contenere solo il necessario, a volte nemmeno quello. Gli accessori diventano micro, per - come dice lo stilista Jacquemus - «riscoprire i piaceri semplici, oltre quello che possediamo»

Così piccole da contenere solo il necessario: un rossetto (ultimamente sostituito dal gel igienizzante), una carta di credito e le chiavi di casa. O come nel caso nella «Petit Chiquito» dello stilista francese Jacquemus, solo una scatoletta di Tic-Tac.

Se il mondo della moda sembra trarre ispirazione dai primi anni Duemila quando si tratta di abbigliamento - in un estenuante tentativo di riportare in voga i jeans a vita bassa e i babydoll dress - gli accessori guardano alla tendenza opposta. Non pensate di trovare tra le ultime collezioni, l’iconica «City» di Balenciaga che le gemelle Mary-Kate e Ashley Olsen - attrici dai nove mesi di età e ora designer del marchio di lusso The Row - portavano per le strade di New York, oggi anche il modello di borsa più celebre del marchio diventa mini, da sfoggiare con una lunghissima tracolla.

Il segreto di una vita felice, avrebbe spiegato Jacquemus, non sta negli oggetti materiali che portiamo con noi, ma piuttosto nei piaceri semplici. Ecco come la sua «Le Chiquito» (che significa letteralmente “piccolo”) è diventata negli anni l’accessorio perfetto. Ora la sua borsa è diventata così iconica da essere declinata sei dimensioni (la più grande raggiunge i 22 centimetri), ma le appassionate di moda continuano a prediligere la versione “petit” di soli 8,5 centimetri, anche solo per il gusto di trasformare l’acquisto in un video su TikTok. «Cosa puoi mettere in una borsa Jacquemus» è diventato un tormentone sulla piattaforma da un miliardo di utenti attivi al mese, dando - se possibile - ancora più lustro a questo piccolo oggetto del desiderio.

Le it-bag che hanno fatto la storia ricevono un make over e diventano extra small, come se fossero capitate per sbaglio nel laboratorio dell’eccentrico inventore del classico Disney anni Novanta Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi. Primo tra tutti Dior, che dopo aver rimpicciolito il suo ultimo successo - la Book Bag - propone una versione micro della sua Caro . La dimensione ne esalta le linee grafiche e i dettagli preziosi, e per fare un tocco di colore si tinge di una palette di colori tenui e solari, tra cui il rosa Achillea, il blu nuvola e il verde tundra. Come sorpresa finale, l’emblematico motivo canale della borsa si trasforma in un irresistibile motivo a cuore che arricchisce la capsule Dioramour.

Ma anche la classica “sella”, icona di moda ai tempi di John Galliano, e riproposta in chiave moderna qualche hanno fa da Maria Grazia Chiuri, viene ora reinventata in un’irresistibile versione in miniatura. Le sue curve iconiche, un omaggio ai codici equestri, si rivelano così in nuove dimensioni, rifinendo le silhouette con un tocco contemporaneo. Disponibili in nero, rosa dei venti e blu nuvola - alcune delle tinte preferite da Christian Dior - la Saddle è pensata per chi vuole esprimere tutta la sua personalità e regala spallacci regolabili ricamati da abbinare in un sottile gioco di mix and match.

Per finire, la Lady Dior - la borsa ispirata alla principessa del Galles in un omaggio di Gianfranco Ferrè - ritrova tutta la sua eleganza anche in formato micro. Adornato con l’iconico motivo canale, questo modello con le sue incredibili linee ispirate al mondo dell’architettura riflette l’eccellenza degli Atelier di lavorazione della pelle della maison in Italia. I ricami tridimensionali sono infatti realizzati con una straordinaria maestria artigianale, con gli elementi di meticolosamente assemblati uno ad uno delle petite mains.

Raffinate e preziose, le micro bag diventano così molto più di un oggetto pratico in cui trasportare ciò di cui si ha bisogno. Diventano rappresentazione del lato migliore della moda, che guarda a ogni piccolo dettaglio con attenzione e cura, e dell’artigianalità di cui in Italia siamo maestri, anche se troppo spesso ce ne dimentichiamo.

Supersized e nanosized. In un divertente gioco di opposti, Loewe amplia la sua linea di borse «Flamenco» e le propone in due nuove versioni: micro e extra large.

Concepita per la prima volta nel 1984, la Flamenco prende il suo nome dallo stile e dai drappeggi di un abito che il design della borsa vuole emulare, un risultato reso possibile solo grazie al tipo di pelle utilizzata. La nappa di Loewe, una pelle morbida e liscia, straordinariamente traspirante, è infatti caratterizzata da una grana fine e da una natura delicata, che permette di trattarla come un tessuto nel modo in cui può essere piegata, rimboccata e cucita per creare forme arrotondate.

La Flamenco XL diventa così perfetta come borsa da viaggio, mentre la piccola Flamenco clutch nano è talmente minuta da stare in un palmo di mano. Con il suo quasi mezzo metro d'ampiezza, la Flamenco XL esalta appieno la morbidezza della nappa nel modo in cui casca e si ripiega su se stessa quando posata. Foderata in cotone spigato, può essere portata come una tote grazie ai suoi grandi manici, che possono anche sparire qualora si decidesse di usarla come una grande clutch oversize.

Realizzata in una gamma di esaltanti colori come rosa blossom, candy, senape, verde rosmarino, bianco panna e vermiglio, la clutch nano possiede numerosi dettagli della XL, ma in scala notevolmente ridotta - la borsa è larga solo 15 centimetri. La Clutch nano è anche dotata di una catena in metallo dorato per essere indossata anche a tracolla. Le borse in entrambe le dimensioni sono impreziosite da sbarazzini nodi in pelle introdotti da Jonathan nel 2014, che stringono la parte superiore delle borse.

«Ho sempre pensato che possedesse questa energia, questa idea di sottigliezza. Gonfiandola si mette davvero in risalto la nappa nella sua forma più pura e naturale" ha commentato lo stilista.

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