Milano Moda Uomo: Prada, il lusso essenziale della responsabilità
Milano Moda Uomo: Prada, il lusso essenziale della responsabilità
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Milano Moda Uomo: Prada, il lusso essenziale della responsabilità

La sala della sfilata Prada Uomo autunno-inverno 2023, organizzata all’interno del Deposito di Fondazione Prada a Milano, rivela l’involucro reale dell’edificio spoglio e grezzo, mentre scenograficamente il soffitto si alza e si abbassa lentamente a trasformare la percezione e la prospettiva sui capi in sfilata.

«Let’s talk about clothes» è il tema scelto da Miuccia Prada e Raf Simons per contestualizzare la loro esplorazione della moda maschile di stagione a Milano Moda Uomo e probabilmente della trasformazione generale del suo significato, oggi rivolto, in un eco abbastanza esteso con altri brand e aziende, al comfort, alla semplicità e alla intimità connessa al reale stile di vita.

Di cosa hanno davvero bisogno le persone, quindi, è stata la domanda che si sono posti e che muove la collezione e la creazione dei vestiti.

«Nei momenti seri, bisogna lavorare seriamente, essere responsabili, non c'è spazio per inutile creatività» premette Miuccia Prada e rafforza: «La creatività quando è utile e dà qualcosa di nuovo, va bene, ma ora non è il momento di cose inutili. In Prada siamo molto attenti a ciò che accade nel mondo, ai problemi e alle difficoltà, e con questa collezione diamo la nostra reazione a un momento storico complicato».

Il centro del palcoscenico è un susseguirsi di abiti utili per la vita quotidiana, onesti e collegati alla realtà, sempre e comunque con il loro ruolo primario, il loro senso e valore, il giusto significato che detengono.

La sartorialità, eccellente e precisa, anche lussuosa dal punto di vista del talento artigianale e industriale, resta il punto fermo e la spinta in avanti, pioniera di un heritage nazionale che è bandiera nel mondo, flessibile alle contaminazioni ma più che mai necessaria per esprimere una responsabilità e una utilità attuale.

Cappotti minimali, come i completi, sono abbinati a colletti di camicia e maglia, un vezzo di stile che echeggia nel design dei bomber di nylon ingigantiti e nei montgomery lunghissimi (o extra corti), negli iconici pantaloni accorciati o nei piccoli cardigan.

Patrizio Bertelli ha commentato i risultati dei primi mesi del 2022 del Gruppo Prada che ha registrato una crescita sia dei ricavi che della redditività:

«Continuiamo a investire, con una prospettiva di lungo termine in creatività, know-how industriale e innovazione di prodotto e continuiamo a costruire la sostenibilità nel cuore della nostra attività, per renderci pertinenti e fonte di ispirazione per i clienti. Sebbene il commercio attuale sia forte, le prospettive politiche ed economiche globali sono molto incerte e invitano alla prudenza. La nostra posizione forte ci dà fiducia per eseguire la nostra strategia e far fruttare appieno il potenziale dei nostri marchi».

Il Gruppo ha da poco annunciato la nomina di Gianfranco D’Attis nel ruolo di chief executive officer del marchio Prada, con decorrenza proprio a gennaio 2023, per dare una spinta allo sviluppo strategico in tutti i mercati.

La sua comprovata esperienza nel settore del lusso, con particolare riferimento al Retail a livello globale (il suo ultimo incarico è stato quello di Presidente di Christian Dior Americas) verrà associata ad Andrea Guerra nel ruolo di amministratore delegato del Gruppo Prada, mentre Miuccia Prada mantiene l’incarico di direttore creativo di Miu Miu e Prada (quest’ultimo insieme a Raf Simons) e di consigliere di amministrazione.

«Be Drivers of Change» è il modo e il credo di fare impresa della società, sensibile all’impegno e al dialogo che la moda e il lusso, insieme anche alle altre arti e allo sport, devono cogliere e rendere congruo con l’intero stile di vita delle persone e della società.

L'indipendenza creativa, l’innovazione, la curiosità e la passione restano attive e fra le molte caratteristiche di questa vivacità intellettuale, da sempre il cuore fruttifero della Maison Prada. Tuttavia, per essere ancora una volta protagonisti e attori interpreti dello spirito del tempo, si parte proprio da questa unica costante: il cambiamento.

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