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Glamour a New York. La fashion week riprende quota (e nomi vip)

«Non è una borsa, è una Baguette» cita la celebre frase dell’attrice Sarah Jessica Parker nella comedy Sex and the City e riportata nella capsule di borse disegnate con Silvia Venturini Fendi in paillettes degradè colori sorbetto.

Il marchio di moda Fendi fa il suo ingresso nel calendario della settimana della moda newyorkese con una capsule Baguette 25° Anniversario disegnata dal direttore artistico della Maison, Kim Jones che dichiara: «Ho voluto fare una celebrazione del momento in cui la Baguette è diventata famosa. Metto in relazione quel tempo con un senso di libertà nell'eccesso e nel divertimento, entrambe qualità che la Baguette possiede».

In pedana però le menti creative sono quattro, insieme a Jones collaborano infatti Silvia Venturini Fendi, Delfina Delettrez e Marc Jacobs, un autorevole team stilistico che traduce (per donna ma anche in versione maschile) diverse varianti, estese anche all’abbigliamento. Design lussuoso e utilità, definita dalle molteplici tasche replicate anche in altri accessori dove talora è poggiata, sui berretti, sui guanti, sopra le calze.

Mini, regular e maxi, si amano tutte queste bellezze italiane lavorate in pellami pregiati, raso o paillettes. Un modello speciale in coccodrillo color Tiffany Blue fa parte di una ulteriore partnership di Fendi con gli artigiani Tiffany & Co.

Fendi

Tom Ford raduna una prima fila di super star fan del suo marchio e della sua moda, questa stagione in versione Hollywoodiana glamour e sexy. Lingerie, trasparenze, ricami e lamé, per le signore, un twist rock and roll alla Elvis per i ragazzi, con giubbotti e pantaloni di pelle nera oppure smoking gran sera, persino fucsia.

La sua etichetta, nata nel 2005, che ha raggruppato moda, accessori e prodotti di bellezza, ma anche una casa di produzione cinematografica, ha riscosso ampi e meritati successi in ogni settore, tanto da alimentare i presupposti per una ipotizzabile acquisizione o allargamento societario.

Tom Ford

Riunitosi a New York, il clan di Marni sfila una collezione ispirata ai colori della luce e dell’arcobaleno e agli artwork dell’artista Flaminia Veronesi, accompagnati dalle note di Dev Hynes suonate da The String Orchestra di Brooklyn.

Il designer Francesco Risso racconta al pubblico americano e alle superstar in prima fila le sue costruzioni concettuali e psichedeliche, dalla patina vintage oppure delicatamente dark, di pelle, di velluto, in maglia lacerata e in versione nude look fatto con ragnatele gioiello e velature high tech.

Tory Burch pensa a un guardaroba modulare dove i pezzi che formano lo styling possono essere indossati in modi diversi o abbinati e sovrapposti in costruzioni minimali, più ricercate di sera con paillettes e ricami indiani.

Stuart Vevers per Coach immagina look da spiaggia pensati per la città di New York, con i capi urbani di punta fatti in pelle ultra fine, in maglieria over, alternati a vestitini bon ton e divise stile college.

Jack McCollough e Lazaro Hernandez, designer di Proenza Schouler, ripensano ai look perbene in chiave contemporanea, allungando le silhouette e aggiungendo sfiziose frange, forme a palloncino e campana, balze e orli a zampa. Una identità latina che rafforza già la voglia gioiosa di una prossima estate.

«Wedding Party» è il leitmotiv di Chiara Boni, esperta nel confezionare abiti cocktail e sera che strutturano e gratificano la silhouette delle donne di ogni età. Le proposte iper femminili a stampe floreali, in colori sorbetto, drappeggiate o fluide, sfilano al suono della voce di Anita Ekberg e brillano talora di ricami e paillettes allover.

Non mancano gli accessori chic come guanti e cappelli per sigillare l’eleganza retrò e romantica editata dallo styling di Simone Guidarelli.

Chiara Boni

Michael Kors e il suo brand fondato nel 1981 sceglie il tema del «resort urbano» per la sfilata tenutasi nel West Village di Manhattan per unificare nella vita metropolitana urbanità e natura. «Il resort urbano per me è il meglio di entrambi i mondi, è il lusso e l'eleganza della vita di città unito al glamour rilassato che si trova nei migliori resort» afferma Kors. «Questa collezione utilizza molti elementi che normalmente identificano la vacanza - molto bianco, molto nudo, morbidi caftani, sandali - mescolati con il taglio sartoriale e la raffinatezza di cui si ha bisogno in un ambiente urbano».

Conciliando il rigore cittadino con il fascino rilassato dell’estate, il guardaroba celebra il corpo e funziona ad ogni destinazione del mondo.

Micheal Kors

Tommy Hilfiger ritorna alla New York Fashion Week con la collezione Tommy Factory, uno dei marchi premium lifestyle più riconosciuti al mondo, che mescola lo stile preppy alla cultura pop contemporanea. Nuovo restyle per il logo TH Monogram creato in collaborazione con l'illustratore e graphic designer Fergus Purcell, una T e una H di dimensioni diverse e intrecciate.

Il pubblico, in presenza e in collegamento digitale, offre uno degli esempi meglio riusciti di esperienziale del multiverso, riunendo i modelli fisici con gli avatar delle star.

Fra le uscite, anche la capsule collection gender-inclusive in edizione limitata «Tommy Hilfiger X Richard Quinn», dai motivi audaci e dalle silhouette esagerate che rendono omaggio all'iconica factory di Andy Warhol a New York.

Un evento-spettacolo che ha dato libero accesso al pubblico anche durante i preparativi del backstage della sfilata, trasmessa per la prima volta in livestreaming per la community su Roblox, remixata in tempo reale.

Tommy Hilfiger

Sfilata immersiva per il debutto oltreoceano di Puma che ha messo in mostra a New York il passato, il presente e il futuro del brand. «Futrograde» è stato intitolato il suo Metaverse fashion show experience che comprende NFT esclusivi e sneakers in edizione limitata.

I look, un mix fra stagione in corso, quelle future e pezzi custom, sono stati curati da June Ambrose, designer and creative director di Puma, vicina a festeggiare il suo 75° anniversario, una storia di innovazione e performance.

Fra i vari temi, una interpretazione dello streetwear in versione premium, con un'attenzione particolare alla sostenibilità, una sofisticata reinvenzione dello streetwear dalle dimensioni esagerate, la nuova estetica ispirata al calcio, alcuni capi di stile e tecnologici.

Puma Futuregrade

Fuori calendario, Vetements diretto da Guram Gvasalia racconta la sua estetica in uno show co-ed maschile e femminile, rivisitando la sartoria tradizionale con strutture over, spalle larghe e pantaloni fluidi e morbidi. Felpe signature, jeans lacerati e dettagli punk sono alteranti alle cappe in tweed e alla sua visione particolare del bicolore in bianco e nero.

Il marchio VTMNTS, sempre firmato dal designer, stringe o scopre la vita per enfatizzare la parte alta del corpo, mentre il pantalone, sportivo o sartoriale, è impeccabile e unisex. Bomber e piumini corti, giacchine sartoriali con forti spalle imbottite e con proporzioni esagerate, ripetute persino negli stivali issati a cuissard.

Chiude questa rassegna, l’esordio del marchio Cos, conosciuto per lo stile essenziale e contemporaneo, pensato per durare nel tempo. Funzionalità ed eleganza, design sperimentale e innovazione dei materiali sono i pilastri sui quali reinterpretare gli ultimi trend sartoriali.

Blazer mono e doppiopetto, gilet in maglia, abiti sartoria minimal, gonne coordinate, accompagnati da accessori urbani che aggiungono funzionalità ai look di tutti i giorni.

L'attenzione green è preponderante, con oltre il 92% della collezione realizzata con materiali provenienti da fonti sostenibili.

Cos

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