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Iran, la guerra svuota i portafogli degli italiani: fino a 950 euro in più per ogni famiglia

Iran, la guerra svuota i portafogli degli italiani: fino a 950 euro in più per ogni famiglia

Tra bollette, carburanti, mutui e assicurazioni auto la crisi in Medio Oriente rischia di pesare quasi mille euro l’anno sui bilanci domestici. Ecco dove si rischiano i maggiori aumenti

Rischio stangata in arrivo. La guerra in Iran, con la fragile tregua Teheran e Washington, potrebbe costare quasi mille euro a famiglia nei prossimi mesi. Secondo un’analisi di Facile.it, si potrebbe arrivare a 950 euro in più considerando soltanto alcune spese irrinunciabili: bollette, carburante, mutui e assicurazioni auto. Un conto salato che si inserisce in un contesto già segnato dall’incertezza energetica e dall’altalena dei prezzi delle materie prime.

Stangata da 950 euro: quanto costa la guerra in Iran alle famiglie

La guerra farà spendere, direttamente o indirettamente, quasi mille euro in più l’anno. Il nodo centrale resta l’energia ma gli effetti si propagano a catena su tutto: dai trasporti al credito, fino al settore assicurativo. Le simulazioni mostrano infatti come anche variazioni relativamente contenute degli indici di riferimento possano tradursi in realtà in aumenti diffusi e costanti, difficili da assorbire per i bilanci familiari.

Bollette luce e gas: oltre 2.700 euro l’anno

Le bollette energetiche sono la voce più pesante della possibile stangata. Secondo le stime, nei prossimi 12 mesi una famiglia con contratto indicizzato potrebbe arrivare a spendere 2.711 euro tra luce e gas, con un incremento del 12% (+284 euro) rispetto alle previsioni precedenti allo scoppio del conflitto. A trainare i rincari è soprattutto il gas, che potrebbe raggiungere 1.834 euro annui, mentre la bolletta elettrica salirebbe a 877 euro. E preoccupa l’arrivo del caldo, con l’uso dei condizionatori che farà lievitare ulteriormente i costi. Per raffrescare casa si stimano circa 144 euro, il 19% in più rispetto al 2025.

Carburanti: benzina e diesel sempre più cari

C’è poi il capitolo carburanti. Nonostante il taglio temporaneo delle accise, i prezzi alla pompa restano elevati. Un automobilista che percorre 10mila chilometri l’anno arriva a spendere circa 1.177 euro per la benzina, in aumento del 7%. Ancora più marcato il rincaro del diesel, che registra un balzo del 26%, portando la spesa annua a 1.190 euro. L’impatto è ancora più evidente nel settore dell’autotrasporto, dove per una tratta di 3mila chilometri il costo del carburante è salito a 1.622 euro, ben 339 euro in più rispetto al periodo pre-conflitto. Un aumento che inevitabilmente si riflette anche sui prezzi al consumo. Tanto che le associazioni di categoria hanno lanciato l’allarme, ipotizzando un blocco nelle prossime settimane.

Mutui: l’effetto Euribor spinge le rate: rincari fino a 50 euro al mese a fine anno

Sul fronte dei mutui, il rialzo non arriva direttamente dalle decisioni della Bce, ma dall’andamento dell’Euribor. A marzo l’indice è salito di circa 10 punti base, con un primo effetto immediato sulle rate. Per un mutuo variabile standard da 126mila euro in 25 anni, la rata è già aumentata di circa 6 euro ad aprile. Ma il trend potrebbe proseguire: le proiezioni indicano un passaggio dai 620 euro attuali a circa 662 euro entro fine anno. Nel complesso, il rincaro potrebbe sfiorare i 50 euro mensili nel 2026, aggravando ulteriormente il costo del credito per le famiglie.

RC Auto: rischio aumenti fino al 15%

E infine ci sono le assicurazioni auto. Ad oggi non si registrano ancora effetti diretti del conflitto sui premi RC Auto, ma l’esperienza del passato non permette previsioni rosee. Dopo la guerra in Ucraina, i prezzi aumentarono del 18% in un anno. Oggi, con un premio medio di 643,97 euro, un incremento del 15% porterebbe a un rincaro di circa 96 euro annui. Molto dipenderà dall’andamento dell’inflazione e dai costi delle materie prime, che incidono direttamente sulla filiera assicurativa. Ma essendo questi legati anche al costo del carburante… il circolo è vizioso.

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