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Calcio

Caos Parma, la Lega trova 5 milioni per gli stipendi: vengono dal fondo multe

Le società appoggiano il piano di salvataggio di Tavecchio ma si spaccano: Cesena contrario. Intanto la Finanza perquisisce le sedi

Via libera dei presidenti dei club di serie A al piano di Tavecchio per consentire al Parma di chiudere la stagione. Dopo una mattinata di confronto anche serrato, l'assemblea della Lega ha votato positivamente e ha trovato i soldi che servono attingendo al fondo multe pagate nel corso della stagione.

Un tesoretto da 5 milioni di euro che ora verrà utilizzato per garantire una percentuale degli stipendi dei calciatori di marzo, aprile e maggio, in attesa poi di capire se arriverà un compratore in grado di rilevare la società e i suoi debiti sportivi. I club sono arrivati spaccati al voto, in un clima di contrapposizione che ha visto 16 società su 20 appoggiare la soluzione prospettata mentre 3 (Napoli, Roma e Sassuolo) sono stati gli astenuti e il solo Cesena, che aveva richiamato ancora la necessità di "stare all'interno delle regole", contrario.

Ma quando si è trattato di discutere sulla quantità di soldi al fronte dei contrari si è unita anche la Juventus (insieme a Napoli e Cesena), convinta che bastasse una dichiarazione di disponibilità senza quantificare la cifra. 

Il piano di Tavecchio per salvare il Parma: sponsor e soldi dalla Lega A


Ora il piano con l'appoggio dei presidenti di serie A verrà portato ai calciatori che dovranno accettera il taglio di circa il 50% degli stipendi dei tre mesi coperti dal fondo della Lega: marzo, aprile e maggio. Solo così si potrà procedere in un clima comunque ancora incerto. Manenti, infatti, non molla e ha ottenuto dal GOS il via libera alla disputa della sfida contro l'Atalanta. Un semaforo verde su garanzie fornite "in maniera autonoma" dal club, come sottolineato nel comunicato, segno che almeno a quel tavolo Manenti è stato giudicato credibile. Il resto della serie A, invece, non vuole avere a che fare con lui e c'è chi, come Preziosi, si è spinto a dire "spero di non vederlo in Lega".

Il voto dei club è arrivato al termine di una mattinata concitata, segnata anche dall'accelerazione dell'inchiesta da parte della Guardia di Finanza che ha fatto visita alle sedi del club, prendendo visione dei libri contabili, della Lega Calcio e della Figc. Attività che prepara l'udienza fallimentare del 19 marzo e che conferma come gli occhi dei magistrati siano puntati su Collecchio e non solo. Nel mirino i bilanci dei sette anni della gestione Ghirardi e alcune operazioni definite sospette e che avrebbero contribuito a creare il maxi indebitamento che ha inguaiato il Parma.

Intanto, sul fronte delle indagini si viene a sapere che insieme con l'ex-presidente Tommaso Ghirardi è indagato anche l'ex direttore generale del club Pietro Leonardi, il cui nome è stato inserito nel fascicolo aperto dalla procura per l'ipotesi di bancarotta fraudolenta.

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