Scienza

La memoria preferisce i social network

Perché è più facile ricordare qualcosa letto su Facebook che la frase di un libro? Tutta colpa dell'evoluzione

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Vi ricordate meglio qualcosa che avete letto una settimana fa su Facebook o su Twitter, piuttosto che una splendida frase tratta da un libro? Tranquilli, è tutto nella norma.

Un gruppo di ricercatori delle Università di Warwick e della California ha "misurato" come un gruppo di volontari riusciva a ricordare un testo tratto da aggiornamenti di Facebook e lo ha confrontato a un brano letto su un libro. Il ricordo dei post su Facebook è di circa una volta e mezzo superiore a quello delle frasi scritte sui libri.TRanquilli, non è la fine della bella scrittura e delle lettere. È soltanto la dimostrazione che il nostro cervello preferisce immagazzinare testi più semplici, come quelli spontanei dei post di Facebook, rispetto a frasi magari più complesse. I testi di contenuto più leggero, ad esempio quelli che parlano di gossip, secondo i ricercatori sono più semplici da ricordare di quelli scritti in uno stile più formale, e quindi il nostro cervello se ne appropria e li conserva più a lungo.

Secondo gli autori della ricerca questi risultati potrebbero cambiare il nostro modo di affrontare i temi dell'educazione, della comunicazione e della pubblicità. Christine Harris su Science Daily sostiene che "I nostri risultati non sono così sorprendenti se si considera quanto siano state importanti nella storia dell'evoluzione umana sia la memoria sia la socializzazione con altri individui. Abbiamo imparato a riconoscere sia le gratificazioni sia le minacce, e a distinguerle per poterci difendere. Quindi è normale che la nostra mente si adatti a prestare particolare attenzione alle parole degli altri, e a ricordare facilmente questo tipo di informazioni"

Le moderne tecnologie quindi ci riporterebbero a una forma di comunicazione colloquiale, molto più vicina al linguaggio parlato rispetto ai libri, e quindi più semplice da ricordare.

Significa che i prossimi best seller o i testi scolastici dovranno essere scritti sotto forma di tweet? Naturalmente no. Però gli autori della ricerca sostengono che essere consapevoli di come funziona la nostra memoria, e che una scrittura più veloce è anche più facile da ricordare possa aiutare a progettare strumenti educativi migliori.

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