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Politica

Reato di omicidio stradale: cosa prevede

Matteo Renzi ha firmato la legge, alla presenza dei familiari della vittime della strada. Carcere fino a 18 anni per chi provoca incidenti gravi

 "Non pensate che i familiari delle vittime vivano" questa legge "come una vendetta, per molti di loro andare a raccogliere le firme era rivivere quel momento. Però è un modo per avere giustizia". Così il presidente del Consiglio Matteo Renzi in occasione della firma della legge sull'omicidio stradale, alla presenza di associazioni e familiari delle vittime di incidenti stradali. "Se questa legge servirà ad aiutare a stare più attenti alla guida, se servirà a capire che non ci si mette alla guida se si è ubriachi o drogati e che la vita ha un valore - ha aggiunto - allora contribuisce a fare dell'Italia un Paese più degno".


 

Le novità

La novità principale contenuta nella legge è l'introduzione dei due nuovi reati di omicidio stradale e lesioni personali stradali. Per chi si mette alla guida in stato di ebbrezza o dopo aver assunto stupefacenti e causa la morte di qualcuno la pena della reclusione va da 5 a 12 anni. Se l’investitore si dimostra lucido e sobrio, ma la sua velocità di guida è il doppio del consentito, la pena va da 4 a 8 anni. In caso di omicidio multiplo, la pena può essere triplicata ma non superiore a 18 anni. È invece punito con la reclusione da 6 mesi a 2 anni chi, guidando non sobrio o non lucido, procura lesioni permanenti.

Nel caso di lesioni aumentano le pene se chi guida è ubriaco o drogato: da 3 a 5 anni per lesioni gravi e da 4 a 7 per quelle gravissime. Se invece il colpevole ha un tasso alcolemico fino a 0,8 g/l o se l'incidente è causato da manovre pericolose la reclusione sarà da un anno e 6 mesi a 3 anni per lesioni gravi e da 2 a 4 anni per le gravissime. In caso di condanna o patteggiamento (anche con la condizionale) per omicidio o lesioni stradali viene automaticamente revocata la patente. Una nuova patente sarà conseguibile solo dopo 15 anni (omicidio) o 5 anni (lesioni). Però nei casi più gravi, se ad esempio il conducente fugge dopo l'omicidio stradale, dovranno trascorrere almeno 30 anni dalla revoca. 

Cosa prevedeva la vecchia legge

Secondo l'articolo 589 del codice penale, quello sull'omicidio colposo, chiunque causi la morte di qualcuno violando le norme del codice della strada è punito oggi con la reclusione da 2 a 7 anni. Da 3 a 7 anni se il soggetto è ubriaco o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope. Se le vittime sono più di una, la pena potrà essere aumentata del triplo ma senza superare i 15 anni. La necessità di istituire un reato specifico di omicidio stradale nasce proprio dal fatto che quando le forze di polizia identificano l’autore, sottoporlo a controllo alcolemico o narcotest non ha più molto senso essendo trascorse già ore o giorni dall’evento.

I numeri

Le chiamano “vittime della strada”, in realtà sono le vittime dei delinquenti della strada: di chi corre troppo, di chi si mette alla guida ubriaco o sotto l'effetto di droghe, di chi si distrae per rispondere al cellulare e dopo aver messo sotto qualcuno in tanti casi scappa. Elio e Luca, gli ultimi due nomi di una lunga lista di 3mila morti all'anno, donne, uomini, bambini che non ci sono più. Oltre 180mila gli incidenti stradali con lesioni a persone, 3mila i morti, quasi 260mila i feriti. Solo nei primi due mesi di quest'anno gli episodi di pirateria sono stati – secondo i dati forniti dall'osservatorio Asaps – 160 con 18 i morti. Nel 20% dei casi, inoltre, l’investitore è risultato sotto l'effetto di alcol e droga. Nel 2013 55 le vittime tra bambini dai 0 e 14 anni, ben 63 nel 2014.

La denuncia delle associazioni

Da anni le numerose associazioni che in Italia si battono contro questa piaga, chiedono che sia istituito il reato di omicidio stradale, ma anche modifiche al codice della strada, più controlli e prevenzione. Manifestazioni sono in programma oggi davanti alle prefetture di 24 città proprio per ribadire la necessità di tali misure ma anche per protestare contro la sentenza della Corte di Cassazione che ha annullato la condanna a 21 anni di un uomo che nel 2011 uccise quattro ragazzi francesi dopo aver guidato contromano sull'autostrada A26 in stato di ebbrezza per 30 km.

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