I tagliatori di teste del Nagaland, le prese plastiche dell'antica lotta tradizionale indiana Malla Yuddha o Kushti, le nudità dei santi Naga Baba cosparsi solo di cenere, l'oppio che stringe nella morsa i villaggi sul confine birmano. Uno sguardo "insolito" sull'India emerge dalla mostra fotografica Unusual Visions di Emiliano Pinnizzotto, che sarà inaugurata sabato 20 maggio alle ore 17 presso il "Museo delle Civiltà – Museo Pigorini" a Roma (piazza Guglielmo Marconi, 14) in occasione della Festa dei Musei.

Il museo etnografico romano sceglie di utilizzare le foto come mezzo principe per documentare aspetti per certi versi ancora primitivi della società indiana. Classe 1983, in 54 scatti per lo più a colori Pinnizzotto ritrae storie e uomini in maniera naturalistica, così come li ha incontrati, raccontandoli senza censura e con la sola luce ambiente a disposizione. 

Ecco i tagliatori di teste tatuati in volto, ultimi testimoni di una cultura che nei prossimi dieci anni probabilmente sarà scomparsa, ritratti nei loro villaggi e nelle loro capanne isolate. E poi la lotta tra lanci e leve, fino alla completa sottomissione dell'avversario, nel suo sacro ring Akhara, retaggio della classe guerriera indiana. I Naga Baba scendono tra la gente dalle vette himalayane per le sacre festività indù, come l'imponente Kumbha Mela: uomini santi, la loro nudità contrasta con la chiusura sul fronte sessualità e tabù ancora molto presente nella società indiana. Nelle zone remote tra India e Birmania, dimenticate da entrambi i governi, l'oppio è una piaga, senza controllo e prevenzione: ormai un terzo degli uomini ne è divenuto schiavo.

La mostra Unusual Visions rimarrà aperta fino al 18 giugno 2017.

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