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AirBnB e gli appartamenti per migranti: domande e risposte

La piattaforma ha avviato una piattaforma online per dare un tetto in modo gratuito a chi ne ha bisogno

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L'iniziativa di Airbnb destinata a chi mette a diposizione la propria casa a chi è in difficoltà – Credits: airbnb.it

Altro che casette prefabbricate, tende o caserme. In aiuto di rifugiati e sfollati in difficoltà ora arrivano i privati: è online da alcune settimane la nuova piattaforma di Airbnb per dare un tetto in modo gratuito a chi ne ha bisogno.

L’iniziativa si chiama Open Homes (è disponibile anche la versione in italiano) ed è il frutto di un progetto nato nel 2012 negli Stati Uniti come risposta ai disastri provocati dall'uragano Sandy per fornire alloggi di emergenza agli sfollati.

In Italia è stata presentata mercoledì 5 luglio a Milano, in collaborazione con la Comunità di Sant'Egidio e Refugees Welcome Italia.

Ecco, in pochi passi, come funziona.

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Come funziona

Nella prima pagina si possono scegliere le due categorie di persone che possono essere ospitate: il proprio immobile, infatti, può essere registrato per ospitare i rifugiati o gli sfollati (chi non ha più una casa a causa di catastrofi naturali: terremoti, uragani, alluvioni ecc.).

Nel primo passaggio Airbnb chiede che tipo di alloggio si mette a disposizione: una casa, un hotel o qualcos’altro (come bungalow, igloo, capanne ecc.).

Bisogna specificare anche se gli ospiti avranno a disposizione un’intera casa, una stanza o una stanza condivisa (è il caso dei dormitori), se lo spazio è stato riservato agli ospiti o se contiene ancora le vostre cose e i vostri effetti personali e, ovviamente, quante persone si è in grado di ospitare.

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A chi è rivolto

L'iniziativa si rivolge a tutti i proprietari di immobili che sono agibili: possono aderire quindi sia coloro che sono già membri della community sia gli utenti che non hanno mai utilizzato Airbnb.

Chi aderisce sarà contattato direttamente dalle agenzie autorizzate, che proporranno la lunghezza del soggiorno.

I proprietari che danno la disponiibilità ad accogliere rifugiati o sfollati possono decidere con quale frequenza aprire le proprie case, per quanto tempo possono rimanere gli ospiti e quali cause desiderano sostenere.

Chi può prendere un appartamento

Sfollati e rifugiati non potranno fare richiesta diretta tramite il portale ma dovranno farlo attraverso le ONG specializzate nel trovare alloggi temporanei alle persone in difficoltà che collaborano con Airbnb.

Solo queste organizzazioni potranno vedere gli annunci delle case messe a disposizione e decideranno poi quali famiglie potranno usufruire di questo servizio in modo gratuito.

I rifugiati e gli sfollati - spiega Airbnb nel suo sito - arrivano da ogni parte del mondo. Ricordiamo che per rifugiato si intende un individuo costretto ad abbandonare il proprio paese natale a causa di guerre, crisi economiche o persecuzioni per motivi razziali, religiosi e d'orientamento sessuale.

Come sono scelte le ONG

Airbnb spiega che le agenzie non governative, prima di collaborare con la piattaforma, devono superare un processo di valutazione esterno e interno.

Una volta approvate, Airbnb crea loro un account apposito con la facoltà di effettuare prenotazioni per conto di ospiti in difficoltà.



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