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Storie di militari italiani che hanno lasciato il segno

Il saggio si intitola "Italy Invades. Il popolo che ha conquistato il mondo" ed è firmato da due ricercatori americani

Soldati

Soldati in marcia - 31 agosto 2017 – Credits: iStock - davidf

Si intitola “Italy Invades. Il popolo che ha conquistato il mondo” (Mauro Pagliai Editore) ed è un saggio che esplora il ruolo di conquista dell’Italia, con le armi o la cultura, a partire dai tempi dell’impero romano fino alla cooperazione internazionale contemporanea. Scritto inizialmente per i lettori anglosassoni da Christopher Kelly e Stuart Laycock, autori di testi sulle invasioni britanniche e americane, il saggio è stato recentemente tradotto in italiano.

Obiettivo: combattere la propaganda

“Al di là del fatto che il mio co-autore e io abbiamo a vario titolo entrambi relazioni con l’Italia, siamo ben consapevoli dell’immenso contributo che l’Italia ha dato per millenni alla storia mondiale", racconta Christopher Kelly. "Sappiamo anche che la percezione corrente del ruolo italiano continua a risentire, specie nei paesi di lingua anglosassone, degli effetti della propaganda degli alleati durante la Seconda Guerra Mondiale. Abbiamo scritto questo libro perché volevamo rimettere le cose in prospettiva”. 

Alcuni fatti sorprendenti

Gli autori, dunque, ripercorrono le operazioni militari che hanno visto protagonisti gli italiani. “Siamo rimasti affascinati dall’ampiezza dei movimenti dei romani verso l’Africa e la penisola arabica, ma anche dai viaggi dei genovesi verso il Mar Nero durante il medioevo”, prosegue Kelly. Il saggio svela come, durante le guerre del XIX secolo, gli italiani siano stati fortemente presenti nel Nord e Sud America e narra di operazioni speciali e ambiziose condotte dall’aeronautica e dalla marina italiana durante la Seconda Guerra Mondiale. 

I personaggi dimenticati

Non ci sono solo imperatori romani e personalità di spicco, ma anche condottieri meno noti: “Abbiamo scritto del Conte Raimondo di Montecuccoli comandante delle forze del Sacro Romano Impero nel XVII secolo e di  Alessandro Malaspina, che ha guidato stupefacenti operazioni militari navali per la Spagna nel XVIII secolo”, spiega Kelly. Dalle pagine del libro emerge anche la figura di Filippo Paulucci, generale e marchese italiano naturalizzato russo, consigliere dello Zar durante la campagna di Russia di Napoleone.

Un orizzonte allargato

La prospettiva della maggior parte delle persone continua a essere determinata dal fatto che l’Italia moderna ha una storia relativamente breve e il paese è spesso associato con la cultura, la moda e il cibo, ma non con la bravura e il successo militare. “Per molti la percezione è condizionata dalle operazioni condotte da Mussolini durante la Seconda Guerra Mondiale, ma allargando la prospettiva, in senso cronologico e geografico, ci si rende conto del significato della presenza italiana. E di come, in modo positivo o negativo, alcuni personaggi abbiano impattato sulla definizione del mondo contemporaneo", conclude Kelly.

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