C’è un momento, quando le porte della suite si chiudono e il rumore del corridoio svanisce, in cui il viaggio cambia forma. Diventa un luogo. Un’esperienza privata, quasi sospesa, dove il lusso non si misura più in champagne o posate d’argento, ma nello spazio che il tempo prende per sé.
Il nuovo desiderio del 2026 non è un hotel a sette stelle né un resort nascosto in mezzo al nulla. È volare in una suite nei cieli.
Il cielo, la frontiera più antica del sogno umano, è diventato oggi una nuova geografia del benessere. Ed è lì che tre compagnie — Etihad, Air France e Cathay Pacific — hanno riscritto il concetto stesso di premium, portandolo oltre ogni possibile immaginazione.
Etihad The Residence: il lusso assoluto, l’unica vera casa sopra le nuvole

Ci sono camere d’albergo che fanno sognare. Ci sono suite che sembrano scenografie pensate da un regista. E poi c’è The Residence, che supera entrambe perché gioca in un campionato che non esiste altrove: quello del lusso disegnato nel cielo.
Dalla porta privata — non una tenda, non un divisorio, ma una vera porta — si accede a un microcosmo raffinato, tre ambienti divisi in modo netto: il soggiorno, la camera da letto, il bagno con doccia. È una struttura architettonica sospesa a 36 mila piedi, un appartamento volante che vive nella stessa dimensione degli Emirati: sfarzo calibrato, estetica contemporanea, funzionalità integrata.
Nel soggiorno, le finiture in pelle chiara e le lampade dalle tonalità calde creano un’atmosfera di quiet luxury che invita a togliersi le scarpe e accomodarsi come se davvero si fosse in un attico a Manhattan. Il personale entra solo quando chiamato — mai un passo di troppo, mai un rumore fuori posto. Tutto è calibrato per dare la sensazione di uno spazio che appartiene davvero al passeggero.
La camera da letto è un altro mondo: un vero letto matrimoniale, con biancheria di qualità alberghiera, preparato dal maggiordomo personale. Basta appoggiare la testa sul cuscino per dimenticare di essere su un aereo. Il mondo fuori scorre a 900 km/h, ma qui dentro è come se il tempo fosse rallentato apposta per aggiungere un capitolo di pace al viaggio.
Il bagno con doccia è l’elemento che sorprende più di tutti: acqua calda, asciugamani morbidi, specchi antiappannamento. Un rituale che, per chi vola spesso, vale più di qualunque lounge. È la consacrazione di un’idea: non sei un passeggero, sei un ospite.
E poi c’è il servizio gastronomico: chef dedicato, menù personalizzato, piatti preparati espressi. The Residence non è un volo premium, è una scenografia dove il lusso è l’atmosfera, non l’ornamento. È pensata per chi vuole arrivare al mondo senza aver mai lasciato il proprio spazio.
Air France La Première: l’eleganza europea che non ha bisogno di esagerare

Per capire La Première bisogna comprendere il lusso europeo: quello che non urla, non brilla, non deve dimostrare nulla. È un lusso sussurrato, morbido, calibrato sul ritmo di chi cerca la bellezza non nel gesto spettacolare, ma nella precisione del dettaglio. La La Première è tutto questo.
A bordo, la palette cromatica racconta già un mondo: beige caldi, rosso profondo, pelle morbida, legni chiari. La suite si apre come un salotto privato, con un sedile ampio e una chaise longue separata — un dettaglio che parla più di mille luci LED. È l’idea francese della comodità: non basta stare comodi, bisogna farlo con stile.
La privacy è totale: una cortina alta come in un teatro d’opera, che scivola attorno allo spazio personale trasformandolo in un boudoir volante. L’ambiente si illumina con piccole lampade laterali, pensate per riprodurre il chiarore di una stanza d’albergo di Parigi al tramonto.
Il servizio è una cerimonia. La tavola viene apparecchiata con cura artigianale: porcellane sottili, posate brillanti, pane tiepido servito in piccoli cestini. La carta dei vini è una dichiarazione d’identità francese. I piatti sembrano usciti da un bistrot stellato, perché lo sono: Air France collabora con chef pluripremiati che ricreano in volo un’idea di gastronomia che in molti Paesi si invidia.
Ma la vera forza di La Première è ciò che accade prima del decollo: la lounge, l’ingresso privato, il trasferimento esclusivo fino all’aereo. Tutto è disegnato per eliminare il superfluo, togliere complessità, alleggerire il viaggio.
La Première non cerca di stupire. Semplicemente, ci riesce.
Cathay Pacific Aria Suite: il nuovo futuro del volo premium

Nel mondo dell’aviazione asiatica, il lusso è spesso elegante, silenzioso, essenziale. Cathay Pacific ha trasformato questa filosofia in un prodotto che traccia una nuova traiettoria per il futuro della business class: la Aria Suite.
Non è solo un sedile. È un micro-spazio personale che si adatta all’umore del viaggiatore, modellandosi con una flessibilità che ricorda l’interfaccia di un device più che una cabina tradizionale. La porta scorre in modo fluido, chiudendo la suite come un bozzolo protettivo. L’illuminazione risponde al ritmo circadiano, con tonalità pensate per accompagnare il corpo nei passaggi tra le ore e i fusi.
Il design è minimalista ma caldo: superfici morbide, dettagli in tessuti tecnici, nessun eccesso. È lusso contemporaneo, motorizzato dalla tecnologia. E la tecnologia, nella Aria Suite, è invisibile ma costante: ricarica wireless, schermo 4K, pannelli di controllo intuitivi, porte USB-C, spazialità ottimizzata.
Il letto è sorprendentemente comodo: l’inclinazione è calibrata, la rigidità regolabile, il cuscino scelto tra due diverse consistenze. Non è un caso: la Aria Suite è stata progettata come un ibrido tra ufficio e camera da letto, un luogo dove dormire davvero, lavorare davvero, riposare davvero.
Cathay non gioca la carta della spettacolarità araba né della couture francese. Sceglie la via dell’esperienza fluida, quella che dà la sensazione che tutto sia naturale, pulito, armonico. Una sorta di “zen a 36 mila piedi”.
È la suite ideale per chi vive metà della propria vita in volo. E soprattutto per chi non vuole rinunciare a nulla: né al comfort, né al design, né alla privacy.
A partire da gennaio 2026, la pluripremiata Aria Suite arriva finalmente anche in Italia, trasformando la rotta Milano–Hong Kong in uno dei collegamenti più desiderabili dell’anno. È una novità che segna un cambio di passo netto: per la prima volta, i passeggeri italiani potranno vivere il prodotto di punta di Cathay Pacific senza dover transitare in altre capitali europee.
Il servizio debutterà con tre frequenze settimanali — lunedì, mercoledì e sabato — per poi crescere fino a diventare giornaliero entro la prima metà del 2026. Una progressione rapida, che racconta da sola quanto Hong Kong continui a essere un hub finanziario, culturale e gastronomico centrale per i viaggiatori italiani, e quanto Cathay stia investendo per diventare la compagnia premium di riferimento nel mercato europeo.
La rotta milanese diventa così la terza in Europa a ricevere la nuova cabina, dopo Londra Heathrow e Francoforte, creando un vero triangolo del lusso tra le capitali del business globale. A bordo del Boeing 777-300ER rinnovato, i passeggeri trovano non solo l’Aria Suite, ma anche una Premium Economy completamente ripensata e una Economy aggiornata, con un’attenzione maniacale alla funzionalità, al comfort e alla qualità dei materiali.
È un upgrade di sistema: non solo una nuova business class, ma una nuova idea di viaggio.
Su una delle rotte più iconiche per chi guarda all’Asia come destinazione, come mercato o come lifestyle.
