Al Plaza, Kevin McCallister ordinava il servizio in camera con la carta di credito del padre, mentre Eloise, la protagonista dei libri di Kay Thompson, trasformava i corridoi dell’albergo nel proprio parco giochi. A Milano, il Principe di Savoia ha accolto regine, star del cinema, musicisti e protagonisti della moda, diventando uno degli indirizzi più riconoscibili dell’ospitalità italiana. Due città, due modi differenti di interpretare il lusso e quasi due secoli di storia sommati insieme. Eppure, dal gennaio 2027, entrambi gli alberghi chiuderanno temporaneamente le proprie porte per affrontare importanti interventi di restauro. Una coincidenza che mette in pausa due luoghi entrati nell’immaginario collettivo, ben oltre il mondo dell’hôtellerie.
Il Plaza, un pezzo di New York tra cinema e letteratura
Affacciato su Central Park, all’incrocio tra Fifth Avenue e Central Park South, il Plaza rappresenta da oltre un secolo una delle immagini più familiari di Manhattan. Inaugurato nel 1907 e progettato dall’architetto Henry Janeway Hardenbergh, ha attraversato epoche e trasformazioni della città senza perdere il proprio carattere monumentale.
Fra i suoi ospiti figurano F. Scott Fitzgerald e i Beatles, ma una parte della sua celebrità si deve soprattutto al cinema e alla letteratura. Da Mamma, ho riperso l’aereo: mi sono smarrito a New York a Il grande Gatsby, fino alle avventure della piccola Eloise, il Plaza è diventato un luogo che milioni di persone conoscono senza averci mai soggiornato.
La sua chiusura, annunciata per gennaio 2027, durerà almeno quattro anni. Al centro dell’intervento figura il restauro della facciata storica, sottoposta a vincoli di tutela architettonica. La complessità dei lavori renderà necessaria la sospensione delle attività alberghiere, comprese quelle degli spazi più celebri, come il Palm Court, tradizionale destinazione per il tè pomeridiano, e le sale dedicate agli eventi.
La riapertura non ha ancora una data definitiva, ma secondo le tempistiche comunicate difficilmente potrà avvenire prima del 2031. Per New York significa rinunciare temporaneamente a uno dei suoi scenari più riconoscibili, proprio mentre l’albergo si avvicina al centoventesimo anniversario.
Il Principe di Savoia, quasi un secolo di eleganza milanese
A Milano, il Principe di Savoia si prepara invece a celebrare il proprio centenario con una trasformazione radicale. Inaugurato il 6 aprile 1927 nell’allora piazza Fiume, oggi piazza della Repubblica, l’albergo nacque in una zona che all’epoca appariva distante dal centro della vita cittadina. Una scelta lungimirante dell’architetto Cesare Tenca, destinata ad accompagnare lo sviluppo della Milano moderna.
Nel corso dei decenni, il Principe è diventato una presenza familiare nella geografia del lusso cittadino. Dalla regina Elisabetta II ai Rolling Stones, ha ospitato personalità dello spettacolo, della politica e della cultura, consolidando un legame privilegiato con la Milano della moda e degli affari.
Dorchester Collection ha annunciato la chiusura dell’hotel a partire dal 1° gennaio 2027, con una riapertura prevista nel 2029. Il progetto rappresenta uno degli investimenti più significativi nella storia della struttura e punta a ridefinirne gli spazi senza cancellarne il patrimonio architettonico.
Le camere e le suite diventeranno più ampie, mentre una selezione di residenze private introdurrà una nuova dimensione dell’ospitalità. Sono inoltre previsti spazi dedicati al benessere, una rinnovata proposta gastronomica e una terrazza panoramica affacciata sullo skyline milanese.
Il risultato sarà un albergo più raccolto, pensato per rispondere alle nuove aspettative del lusso internazionale, mantenendo il carattere che ha reso il Principe un punto di riferimento per generazioni.
