Home » Tempo Libero » Musica » Rolling Stones: la risata nervosa di Who You Callin’ Crazy

Rolling Stones: la risata nervosa di Who You Callin’ Crazy

Rolling Stones: la risata nervosa di Who You Callin’ Crazy
Mark Seliger

Con il sax di Courtney Pine, gli Stones scelgono la leggerezza senza cancellare il nervosismo che attraversa il brano

In Who You Callin’ Crazy, la battuta arriva prima della spiegazione. Mick Jagger mette in fila segnali di agitazione — la distrazione, il disorientamento, il corpo che non sta fermo — e poi rovescia la scena con una domanda: chi ha il diritto di chiamare pazzo chi? Il testo non offre una diagnosi; sposta il fuoco su chi pretende di stabilire che cosa sia normale.

La musica asseconda questo gioco con un passo leggero e un tono vivace. Il sassofono di Courtney Pine aggiunge una voce riconoscibile all’impasto della band: non un ornamento di lusso, ma un contrappunto che dà al brano una tinta più mobile.
Gli Stones non cercano qui una nuova dichiarazione d’identità. La canzone lavora su una misura più raccolta: trasforma l’irrequietezza in personaggio e l’accusa in provocazione, lasciando che la sfrontatezza del titolo faccia da motore al ritornello. Jagger non chiede indulgenza; mette in scena l’impaccio e lo restituisce al pubblico come una sfida.

Scritta da Jagger e Keith Richards e prodotta da Andrew Watt, Who You Callin’ Crazy è il singolo pubblicato il 20 ottobre e una delle cinque registrazioni aggiunte a Foreign Tongues, Loose Lips, edizione deluxe di Foreign Tongues in uscita il 27 novembre. Il contesto conta: il brano appartiene allo stesso periodo creativo dell’album e ne prolunga il mondo. Riuscendoci bene.

© Riproduzione Riservata