Dopo il tour del 1974 con The Band, Bob Dylan tornò sulle strade americane con un’idea diversa di spettacolo. Il Rolling Thunder Revue, avviato nell’autunno del 1975, aveva il passo di una compagnia itinerante: musicisti e ospiti si alternavano attorno a Dylan, in una formula più mobile e teatrale rispetto alla consueta tournée di una rock band. Joan Baez, Ramblin’ Jack Elliott e Roger McGuinn furono fra i nomi che parteciparono alla Revue; la formazione cambiava e il concerto lasciava spazio a più voci, duetti e incursioni nel repertorio folk.
La primavera del 1976 ne fu la seconda parte. Il percorso iniziò il 18 aprile a Lakeland, in Florida, e terminò il 25 maggio a Salt Lake City, dopo ventisette date. È questo tratto del viaggio che ricostruisce The Rolling Thunder Revue: The 1976 Live Recordings, in uscita per Columbia Records e Legacy Recordings. Il nuovo cofanetto si affianca a quello del 2019, dedicato alle registrazioni del primo segmento autunnale.
Al centro della Revue c’era una band capace di tenere insieme accenti diversi. Rob Stoner al basso, Howie Wyeth alla batteria e Scarlet Rivera al violino avevano già suonato in Desire; con loro c’erano Mick Ronson, chitarrista degli Spiders from Mars di David Bowie, Steven Soles, David Mansfield e T Bone Burnett. Il risultato non era una cornice neutra per le canzoni di Dylan: il violino di Rivera, le chitarre e il pedal steel spostavano gli arrangiamenti tra folk e rock elettrico. Il repertorio, inoltre, cambiava forma da una serata all’altra.
In questo paesaggio tornò anche Joan Baez, con cui Dylan riprese a condividere il palco dopo anni di strade separate. Tra i duetti raccolti ci sono “Blowin’ in the Wind” e “Railroad Boy”: momenti in cui la memoria del folk degli anni Sessanta incontra una band più elettrica e un Dylan dalla voce sempre più tesa. Non si tratta soltanto di ritrovare due interpreti storici nella stessa scena, ma di ascoltare come la loro intesa si misurasse con arrangiamenti e ritmi diversi da quelli delle prime esibizioni insieme.
Il cofanetto comprende 39 cd e 381 tracce, 371 delle quali non erano mai state pubblicate. Il criterio è quello delle registrazioni professionali della seconda parte del tour, ricavate dalle fonti su nastro originali. Quasi tutte le ventisette date sono rappresentate, ma il programma non corrisponde a ventisette concerti integrali: accanto a esibizioni complete ci sono registrazioni parziali. Proprio la successione del materiale permette di seguire le diverse fasi del viaggio e le trasformazioni di un repertorio che Dylan non trattava come un insieme immutabile.
Uno dei passaggi centrali è il concerto di Fort Collins del 23 maggio, penultima data della Revue, filmato per lo speciale televisivo Hard Rain, poi trasmesso dalla NBC. La raccolta restituisce l’intero concerto, da cui arriva anche una delle interpretazioni di “Idiot Wind” ricordate dal giornalista musicale Mikal Gilmore nelle note di copertina. Il suo saggio accompagna il cofanetto insieme a fotografie rare.
Per chi preferisce concentrarsi su una singola serata, il 6 novembre uscirà anche un triplo LP con il concerto completo del 16 maggio al Tarrant County Convention Center di Fort Worth: 22 brani, 18 dei quali inediti, remixati dai nastri multitraccia originali. Da quella registrazione è già disponibile “Going, Going, Gone”, che offre un assaggio del set.
La dimensione dell’operazione è da archivio, più che da antologia: il suo interesse sta nella possibilità di ascoltare una tournée lungo il suo svolgimento, con le variazioni fra una data e l’altra e l’incontro fra Dylan, Baez e una band dal suono composito. La Rolling Thunder Revue del 1976 emerge così come un capitolo a sé nella storia live del cantautore, distinto dal primo segmento del tour e finora raccontato soprattutto attraverso Hard Rain.
