Coming Out, il nuovo docu-reality di La5
(Ufficio Stampa Mediaset)
Coming Out, il nuovo docu-reality di La5
Televisione

Coming Out, il nuovo docu-reality di La5

Dieci storie di segreti, rivelazioni e rinascita di chi ha trovato il coraggio di dire "questo sono io"

C’è Livio, il giovane che deve confessare alla madre di essere gay. Cristina, che non l’ha ancora detto ai genitori di essere fidanzata con un ragazzo di colore. O Fabio, che di notte fa la drag queen ma non ha il coraggio di rivelarlo alla famiglia. Sono solo alcuni dei dieci personaggi protagonisti del docu-reality Coming Out, in onda da questa in seconda serata su La5 (ore 23 e 10; canale 30 del digitale terrestre): dieci storie di segreti e rivelazioni di chi non ha ancora avuto il coraggio di dire “questo sono io”.

IL CORAGGIO DI RINASCERE. Dieci storie per dieci appuntamenti, con un protagonista che racconterà senza filtri la sua storia in ogni puntata. Un vero e proprio percorso di “rivelazione”, raccontato davanti alle telecamere: dal disagio di doversi nascondere, al coraggio di svelarsi agli affetti e alla famiglia, venendo allo scoperto per ricominciare una nuova vita. Alla faccia dei pregiudizi. Le telecamere del programma seguiranno la vita quotidiana dei protagonisti fino al fatidico giorno del coming out. “Imprevedibili le reazioni di parenti e amici - si legge nel comunicato di presentazione - C'è chi piange dalla gioia, chi con serenità ammette di averlo sempre saputo e chi, a denti stretti, non può che accettare l'annuncio”.

QUESTO SONO IO. C’è chi, come Livio, dovrà confessare alla famiglia il suo segreto più intimo, cioè di essere omosessuale. E Lenny, che nella vita fa il giocoliere al circo, ma non ha mai avuto il coraggio di dirlo alla madre. Tante le sfaccettature in ballo, dai sentimenti alla vita lavorativa, celata per paura di ferire gli affetti e per il timore di non essere accettati o considerati “socialmente scomodi”. “Ogni protagonista del programma si fa strumento di una personale e collettiva lotta contro i preconcetti nei confronti di chi è spesso additato come "diverso" e a volte soggetto a ingiustificabili discriminazioni, con lo scopo, altrettanto coraggioso, di mandare un messaggio universale a chi, come lui/lei, vive nell'angolo”.

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