Pokémon Go, non tutte le storie sono negative
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Pokémon Go, non tutte le storie sono negative
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Pokémon Go, non tutte le storie sono negative

Ancora incidenti stradali e uso irrispettoso nel gioco in luoghi pubblici, ma anche idee per aiutare i più piccoli a stare meglio

Ogni giorno aumentano le vicende che hanno come protagonisti gli allenatori di Pokèmon Go. Storie d'ordinaria follia da mania collettiva, cronache d'incidenti e utilizzi inopportuni dell'app della Nintendo come per esempio è successo al museo dell'olocausto a Washington o presso i luoghi della memoria come l'ex campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau.

Non tutte le storie, però sono negative e non tutti gli usi del giochino fanno scuotere la testa con un'unione di rassegnazione e stupore.

1. Pokèmon Go per far muovere i bambini in ospedale

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Braylon è un bambino ricoverato al C.S. Mott Children Hospital, di Ann Arbor, in Michigan. E' malato di un tumore inoperabile e la sua mamma per spronarlo a uscire dalla stanza, fare quattro passi in corridoio e a sorridere ha deciso di scaricargli l'app di Pokèmon Go.

L'idea ha coinvolto e convinto altri genitori di piccoli pazienti e così in breve l'ospedale è diventato Pokèmon friendly. In Rete è comparso anche un video realizzato da Humankind e pubblicato da Usa Today che ha mostrato i risultati dell'esperimento. "Ci siamo resi conto che i bambini spesso camminavano nei corridoi senza nemmeno parlarsi", ha dichiarato J.J. Bouchard, specialista dell’ospedale. "Grazie a Pokémon Go sono più attivi ed entrano in contatto con maggiore facilità. Il gioco è un modo divertente per dargli una mano".

Tra i corridoi sono stati posti dei cartelli in corrispondenza di Pokèstops e i bimbi sorridono di più e socializzano e questo aiuta il percorso di degenza e guarigione. Altri ospedali, in America, stanno seguendo lo stesso esempio.

2. A spasso con Picachiu

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"Stai tentando di far schiudere un uovo o di catturare un Pokémon raro? Vieni al Muncie Animal Shelter per portare a passeggio uno dei nostri cani mentre ci sei! Vieni al banco informazioni e dì che sei qui per i cani Pokémon!"

E' l'annuncio apparso sulla pagina Instagram di un canile americano che cerca cacciatori che abbiano voglia di unire l'utile al dilettevole.

Visto che la passeggiata con Fido è una delle scuse preferite per andare a fare una scorpacciata di Pokèmon in giro per la città ecco che il canile ne approfitta.

D'estate, purtroppo, il numero di cani abbandonati cresce a dismisura e aumenta il bisogno di dog sitter che facciano sentire i cuccioli a proprio agio. Ecco che allora, smartphone alla mano, si può fare del bene aumentando il proprio bottino di Pokèmon.

3. Aumentano gli incidenti da Pokèmon

A fronte di alcune buone notizie da Pokèmon ne arrivano altre che confermano l'isteria collettiva legata al fenomeno. Ogni giorno, infatti, arrivano notizie di incidenti stradali che coinvolgono cacciatori di Pokèmon distratti.

Nel fine settimana in Italia un 14enne di Giulianova (Teramo) è stato investito da un'auto mentre, in bicicletta, cercava di catturare un mostriciattolo. A Nola, invece, una trentenne è stata travolta da un'automobilista che, mentre guidava, inseguiva un Pokémon.

Pokemon Go 4 Drew Angerer/Getty Images

Ancora più gravi le notizie che arrivano dai luoghi di culto e della memoria. E' capitato, infatti, che diversi turisti si siano messi a cacciare Pokémon presso i memoriali di Auschwitz-Birkenau cercando mostriciattoli sulle lapidi dei morti dell'Olocaustro.

Lo stesso è successo proprio al museo dell'Olocausto a Washington e in altri luoghi dove persino avere il cellulare acceso è irrispettoso.

"L'ex campo di concentramento e di sterminio è soprattutto un luogo della memoria, di riflessione e di preghiera", ha detto Bartosz Baryzel, portavoce del Memoriale polacco. "E' davvero inconcepibile che si tratti questo posto come una ludoteca".

E' stato ufficialmente chiesto a Nintendo di bloccare l'app lì come altrove, in posti sacri o di raccoglimento, però per ora non è ancora stata data una risposta. All'intelligenza del singolo la capacità di discernere tra opportunità o meno di giocare in simili circostanze

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