Le web bufale della settimana - Ep. 70
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Le web bufale della settimana - Ep. 70
Società

Le web bufale della settimana - Ep. 70

Le notizie più assurde comparse in Rete negli ultimi 7 giorni

1. Ken Loach rifiuta il premio al Torino Film Festival

Ken Loach Ken Loach al 64° Festival di Berlino dove ha ricevuto l'Orso d'oro onorario, 13 febbraio 2014. Ansa/EPA/DANIEL NAUPOLD

In questi giorni è tornata a circolare in Rete una notizia vecchia di 4 anni. Si tratta del rifiuto - realmente avvenuto - da parte del regista Ken Loach di un riconoscimento attribuitogli dal TFF come gesto di solidarietà nei confronti dei "lavoratori sfruttati" dall'organizzazione dell'evento. Si tratta di un fatto realmente accaduto il 21 novembre 2012 e non il 22 novembre di quest'anno. La Rete però ha sputato fuori la notizia riverniciandola di fresco.

3. Rocco sciupa femmine

Il pornoattore Rocco Siffredi Silvia Morara

Che il nome di Rocco Siffredi sia sinonimo di performance hard di ogni ordine e grado è un dato di fatto, ma da quando Rocco ha superato il mezzo secolo di vita e soprattutto dopo l'esperienza all'Isola dei Famosi il porno attore avrebbe deciso di rallentare le sua attività a luci rosse.

Per questo Siffredi ha smentito con forza minacciando querele la notizia circolata ieri circa un fatto che sarebbe avvenuto lo scorso 5 novembre. In quell'occasione Rocco si sarebbe trovato in un ristorante a Santa Margherita Ligure e, sedotto da due avventrici, si sarebbe chiuso in bagno con loro suscitando l'indignazione della clientela turbata dai gridolini d'approvazione prevenienti dalla toilette. Rocco e le due donne sarebbero stati poi allontanti dal locale.

Il fatto, però, non è mai avvenuto e Siffredi ha sporto denuncia contro ignoti annunciando querele per chiunque abbia riportato la notizia senza verificarne la fonte.

3. Facebook a pagamento

Facebook JaysonPhotography @iStock

Più volte abbiamo ripetuto di diffidare dalle notizie che iniziano con "E' ufficiale"; "Lo dicono tutti i telegiornali"; "Ormai tutti lo sanno" e anche la bufala herpes di Facebook a pagamento iniziava così.

Questa settimana, infatti, è tornata a circolare la bufala secondo cui Facebook dal primo gennaio costerebbe cinque euro d'abbonamento al mese. Si tratta di un falso visto che Zuckerberg e i suoi, in questo momento, non hanno bisogno degi soldi degli abbonati per far cassa e visto che nell'ontologia stessa del concetto di social network s'include la gratuità del mezzo. Resterà così per sempre? Di certo almeno fino a gennaio.

4. Il voto degli italiani all'estero

referendum Il facsimile della scheda durante l'iniziativa per il Sì al Referendum - 21 novembre 2016 ANSA/GIUSEPPE LAMI

Durante le settimane pre referendarie le bufale circa i questiti del referendum e le modalità di voto si moltiplicano di ora in ora. Una delle più gettonata è quella che riguarda gli italiani che vivono all'estero.

Sui vari forum di concittadini che hanno scelto di emigrare circola l'allarme: le schede elettorali che vengono inviate dall'Italia non sono vidimate e quindi, secondo la social vulgata, non hanno valore e così il voto degli italiani all'estero finisce per essere alterato. E' tutta una falsità.

Esiste, grazie a una legge del 2001, un processo di smistamento e convalida delle buste che provengono dalle circoscrizioni estere. Tra le varie regole c'è quella secondo cui il timbro di vidimazione va posto dagli scrutatori nel momento dello spoglio proprio per tutelare gli elettori.

Schede che viaggiano in giro per il mondo già vidimate prima del voto sarebbero un bottino ghiotto per chi punta ad alterare il voto. Basterebbe intercettarle via posta al momento della spedizione per farne ciò che meglio si crede. Nessun boicottaggio in corso, dunque, gli italiani residenti all'estero e iscritti all'AIRE possono stare sereni: il loro voto - sulla carta - è sicuro.

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