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Apple Watch 2: come cambierà in 7 punti

Mancano un paio di mesi al primo evento Apple del 2016 dove vedremo il nuovo smartwatch, migliore sotto tanti punti di vista

Pensate di essere per un momento Tim Cook. Non c’è giorno, non c’è sito web che si occupi di tecnologia che non dica la sua su come sarebbero dovuti essere i vari iPhone, iPad, iPod Touch, MacBook. Il rischio di una crisi di nervi è evidente. Qualsiasi prodotto sfornato dall’azienda di Cupertino è unico nel suo genere, nel bene e nel male (qui i flop peggiori di sempre). Lo sa Cook e lo sapeva Steve Jobs, due che intendono innovazione a modo loro, seguendo precise logiche e strategie e non sempre quello che le persone vogliono.

Ragioniamo allora sul prodotto più fuori dagli schemi della Mela: l’Apple Watch. Denigrato all’inizio come oggetto inutile e fine a sé stesso, adottato come status symbol dai soliti fan e poi come naturale estensione dello schermo dell’iPhone sul braccio da tutti gli altri. Durante il 2015 è stato l'indossabile più venduto a livello globale: il 52% degli smartwatch indossati oggi ha il famoso marchio di Cupertino.

Da utilizzatore del Watch dico che ci sono almeno due vantaggi evidenti nel portare un oggetto del genere: se arriva una notifica la guardo sul piccolo schermo e non più prima sul telefono e poi non ho bisogno di tirare l'iPhone fuori dalla tasca spasmodicamente per controllare gli avvisi. Alzo il braccio e via.

Inevitabile però che una prima assoluta porti con sé dei limiti evidenti, del resto anche i novelli iPhone e iPad non erano quei prodotti cult che sono oggi. Qualche esempio? Non posso scattare foto o videochiamare qualcuno, non ci sono chiare opzioni sulla connettività Wi-Fi, non ci si può connettere con il Watch direttamente al wireless (si passa sempre dall’iPhone) e manca un ingresso per le cuffie.

Mancanze che verranno colmate con l’Apple Watch 2? Quali altre novità porterà con sé? Non è dato saperlo con certezza ma ci sono degli elementi che rappresentano più di indiscrezioni. Vediamoli assieme.

Design e app

Secondo il designer che ha realizzato l’LG Watch Urbane LTE: “L’Apple Watch fallisce lì dove di solito l’azienda eccelle, nell’integrazione tra hardware e software”. Per Clemens Weisshaar, il problema è che Apple ha voluto realizzare un oggetto hi-tech rinchiudendolo in un form factor forzatamente futuristico con il risultato di vendere un prodotto che sa di vecchio già all'uscita. In arrivo un quadrante tondo? Non ci scommetteremmo, ma mai dire mai.

C'è poi il discorso app: un mondo limitato e per nulla figlio di quell'App Store stracolmo di possibilità e divertimento. Cosa cambierà con il Watch 2? Probabilmente la maggiore (e già proclamata) apertura agli sviluppatori di terze parti contribuirà ad avere applicazioni studiate apposta per l'orologio, così da renderlo unico e desiderabile.

watchOS

Discorso simile per le app già installate sul dispositivo. Dalla pubblicazione di watchOS 2, Apple ha dato agli sviluppatori la possibilità di pubblicare applicazioni studiate apposta per Apple Watch e non dei surrogati minori della controparte su iPhone. Questo vuol dire potersi collegare alla webcam senza passare dal cellulare, o alla GoPro e altri accessori hardware compatibili. Ciò renderà l’orologio un device con un'anima propria, staccando quel cordone ombelicale che lo tiene agganciato allo smartphone.

La voce di Siri

Perché Siri non parla? Come dite? L’Apple Watch non ha un’uscita audio? Falso. Provate ad attivare il voiceover nel menu e sentirete la voce metallica che pronuncia i testi visualizzati su schermo. Cosa costa dunque dare voce all’assistente vocale anche su wearable? Ad oggi se chiediamo qualcosa a Siri otteniamo solo risposte testuali con la conseguenza di dover sempre guardare lo schermo per ottenere l’informazione. Panorama destinato a cambiare.

Più sensori

La rilevazione del battito cardiaco c’è, poi basta. Un dispositivo che voglia essere anche un ottimo compagno durante qualche corsetta o in ambito medico dovrebbe integrare di meglio. Tipo? Un misuratore dei livelli di glucosio o un GPS per lasciare definitivamente a casa l’iPhone e avventurarsi nei boschi da soli con orologio e cuffie. A proposito: serve anche un ingresso da 3,5 mm o magari lightning per agganciare gli auricolari di prossima generazione.

Waterproof e rugged

Vuol dire impermeabile e tosto abbastanza per non graffiarsi con un paio di cadute. A dire il vero l’attuale schermo con vetro Ion-X protegge abbastanza bene lo smartwatch ma il dubbio per chi, come me, ci tiene all’incolumità del display è se tenere l'orologio così, nudo, oppure piazzare una cover trasparente o una pellicola protettiva. La vera rivoluzione sarà allora un vetro allo zaffiro resistente a (quasi) ogni graffio.

Qualche spiraglio anche di vedere un oggetto waterproof. Oggi l’orologio è resistente agli schizzi ma non è impermeabile. Questo vuol dire che potete indossarlo mentre fate sport, sotto la pioggia o col braccio sotto al lavandino ma non in piscina. Eppure quanti appassionati di sport acquatici lo vorrebbero con sé? La certificazione IP68 è dietro l’angolo.

FaceTime HD

Chi vuole una fotocamera sull’orologio? Probabilmente i fan di 007 o dell’Ispettore Gadget. In realtà avere una piccola cam al braccio non sarebbe poi male: si potrebbero fare chiamate gratuite su FaceTime, altre con Skype e, perché no, anche via Facebook Messenger. C’è un però: magari la fotocamera arriverà ma permetterà solo di effettuare o ricevere videochiamate passando per il cellulare.

Batteria e processore

Il tallone d’Achille di tutti gli iDevice è la batteria. Se la declinazione “Plus” dei recenti iPhone ha spostato più in là il limite dell'automomia, grazie all'orologio siamo tornati ai tempi della ricarica costante. La prima versione di Watch dura al massimo un giorno e mezzo di utilizzo estremo, chattando su Messenger e rispondendo alle notifiche di WhatsApp.

Cosa riserva il futuro? Se il design conta, l’Apple Watch 2 non sarà più grande o tozzo solo per ospitare una batteria migliore. Qualcosa deve cambiare nella gestione dei processi e nel consumo integrato hardware/software. Invece dell'attuale chip S1 a 28 nanometri Apple potrebbe virare verso un processore Samsung a 14 nanometri, come il 14FF, capace di conservare eleganza e potenza migliorando però il consumo energetico.

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