Plaza Francia: "Basta con i Gotan Project, ora spazio alle canzoni"
Warner
Plaza Francia: "Basta con i Gotan Project, ora spazio alle canzoni"
Musica

Plaza Francia: "Basta con i Gotan Project, ora spazio alle canzoni"

Il trio, che propone un mix tra tango e pop, si esibirà sabato nella capitale. In Francia il loro album ha venduto 150.000 copie

Sabato 22 novembresaranno in concerto per la prima volta a Roma, in una cornice prestigiosa come quella dell’ Auditorium Parco della Musica, i Plaza Francia, gruppo formato dalla cantante Catherine Ringer dei Les Rita Mitsouko e dai muscisti Christoph H. Muller e Eduardo Makaroff dei Gotan Project.


Il trio ha dato vita a un riuscito connubio tra la sensualità del tango, l’immediatezza del pop e la freschezza dell’elettronica nell’album  A new tango song book, che in Francia ha venduto 150.000 copie.


Un esperimento riuscito, quello tra i protagonisti della rivincita del tango, gli ex Gotan Project  Christoph H. Muller e Eduardo Makaroff  e la più importante voce del pop rock francese degli ultimi trent’anni, la carismatica Catherine Ringer.


Una scelta coraggiosa, quelle di chiamare una cantante francofona per interpretare brani in spagnolo, che si è rivelata vincente grazie alla duttilità e all’eleganza dell’ex voce del gruppo cult Les Rita Mitsouko.


Abbiamo incontrato i tre artisti in un hotel romano, per conoscere da vicino questo affascinante progetto che collega Parigi con Buenos Aires.


Avete dichiarato che nei Gotan Project la voce è uno strumento tra gli altri, mentre nei Plaza Francia ha un ruolo centrale. Quali sono le differenze tra i due progetti?


Eduardo: “La voce di Catherine è al centro del nostro progetto perché lei è una grande cantante, una delle più amate in Francia degli ultimi trent’anni. La musica dei Gotan Project è prevalentemente strumentale, mentre quelle dei Plaza Francia sono canzoni vere e proprie”.


Nell’album A new tango song book si avvertono le influenze di Otis Redding, Beatles, Steely Dan ed Edith Piaf. La buona musica appartiene solo al passato?


Cristoph: “Ti ringrazio per averlo notato, sono tutti artisti che amiamo molto! Come Plaza Francia cerchiamo di trovare dei collegamenti tra il tango e il pop classico degli ultimi cinquant’anni. C’è tanta buona musica anche oggi, ma non trovo grandi novità rispetto a trent’anni fa, quando erano già diffusi l’hip hop, l’elettronica e la house. Se ci pensi, in alcuni brani di Otis Redding puoi avvertire le stesse ritmiche sensuali del tango”.


Come mantenete vivo lo spirito del tango in un album di pop contemporaneo?


Eduardo: “Io ho sempre ascoltato il tango, e molti dei musicisti che collaborano con noi sono profondi conoscitori della musica di Piazzolla. Si tratta di trovare il giusto equilibrio tra pop e tango, un po’ come una ricetta che non deve essere né troppo dolce, né troppo salata. Inoltre si associa spesso questo genere alle sonorità classiche degli esordi, mentre anche il tango sta cambiando e si sta modernizzando”.


Catherine, come fa a cantare così bene in spagnolo se, da quanto ho letto, non lo parla?


Catherine: “Per fortuna ho un orecchio musicale sviluppato e una buona pronuncia. Eduardo e Cristoph sono stati un po’ folli a chiamarmi per cantare le loro canzoni. Mi hanno fatto leggere tutto d’un fiato il testo di Secreto e ho visto lo stupore nei loro occhi! Sono contenta di aver superato il provino, così ho potuto dimostrare tutta la mia anima tanguera”.


La vostra musica è molto cinematica. C’è un film del passato di cui vi sarebbe piaciuto scrivere la colonna sonora?


Eduardo: “E’ difficile rispondere, poiché amo molto il cinema. Chissà, forse uno dei film di Woody Allen, così la smette di usare il vecchio jazz, oppure sarebbe stato bello lavorare con  Stanley  Kubrick, vista l’importanza della musica nei suoi film. Spero che mi propongano di comporre la colonna sonora di un film di oggi”.


Che ne pensate della musica distribuita gratuitamente via streaming?


Cristoph: “E’ un buono strumento per far conoscere le tue canzoni, ma credo che vada regolamentato in modo diverso. La proprietà intellettuale è tornata a 100 anni fa, nessuno sa più che cosa significa il diritto d’autore. Il problema è che i ricavi ormai vanno più a chi produce smartphone, tableto o pc rispetto a coloro che li riempiono di contenuti. Gli utenti credono che la musica sia gratis, in realtà la pagano attraverso i costi del telefonino e dell’abbonamento internet. E’ in corso un cambiamento epocale che, come tale, fa sempre molte vittime”.


Qual è il futuro dei Gotan Project?


Eduardo: “Con I Gotan Project abbiamo passato dieci anni bellissimi, abbiamo suonato in posti incredibili e ricevuto tanto affetto dal pubblico. In questo momento il progetto è in una fase di sonno profondo, io e Cristoph avevamo bisogno di nuovi stimoli e di nuove sfide, per questo abbiamo dato vita ai Plaza Francia. Sono convinto che molti fan dei Gotan Project apprezzeranno la nostra evoluzione


I più letti