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Turchia: nuova ondata di epurazioni per il golpe del 2016

Frutto di un nuovo decreto che prolunga di altri mesi lo stato d'emergenza dichiarato dopo il colpo di Stato

Nuova ondata di purghe in Turchia per sospetti legami con la presunta rete golpista di Fethullah Gulen. Un nuovo decreto che prolunga lo stato d'emergenza post-Golpe di altri tre mesi, pubblicato oggi, ha disposto il licenziamento di 262 dipendenti statali, tra cui anche 48 militari delle forze terrestri e della marina.

Migliaia di arresti

Sono 986 le persone finite in manette nell'ultima settimana con accuse di terrorismo. Lo rende noto il ministero degli Interni. La maggior parte (721) sono accusate di collegamenti con la presunta rete golpista, altre 183 sono state arrestate in operazioni contro il Pkk. Dal fallito colpo di stato del 2016, circa 90 mila persone sono state arrestate.

Un parziale dietro-front

Lo stesso decreto stabilisce inoltre il reintegro di 1.823 persone cacciate nelle purghe dei mesi scorsi, dopo che a fine dicembre la procura di Ankara ha accertato che sui cellulari di almeno 11.480 utenti era stata scaricata "senza il loro consenso" ByLock, la app che secondo i magistrati veniva usata dai "gulenisti" per scambiarsi informazioni criptate.

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