Gli avvocati vicentini chiedono il fallimento... Del tribunale
ANSA/UFFICIO STAMPA COMUNE DI VICENZA
Gli avvocati vicentini chiedono il fallimento... Del tribunale
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Gli avvocati vicentini chiedono il fallimento... Del tribunale

Provocatoria iniziativa dell'Ordine: gli uffici giudiziari non funzionano. Meglio chiudere...

«Il sottoscritto fa pertanto istanza affinché il Tribunale di Vicenza dichiari lo stato d'insolvenza del Tribunale di Vicenza». Firmato: Fabio Mantovani, presidente dell'Ordine degli avvocati vicentini. Un po' sfogo, un po' provocazione, un po' risultato del disastro dell'amministrazione della giustizia nella città veneta, è questo l'ultimo segnale della dilagante Caporetto giudiziaria italiana, che è purtroppo tale anche nella provincia più efficiente. 

Depositata con tutti i crismi della legalità in cancelleria il 7 marzo scorso, l'istanza di fallimento dell'avvocato Mantovani (in appena 5 pagine) scende alcuni dei gradini del dissesto degli uffici giudiziari. Gli esempi non mancano. L'avvocato Mantovani lamenta che a Vicenza fra la data dell'emissione di una sentenza e il suo deposito in cancelleria trascorra oltre un anno. Sostiene che l'organico del tribunale, il quale prevederebbe 36 magistrati togati e 18 onorari, sia in realtà limitato a 21 toghe in tutto, e che la sezione civile in particolare abbia una scopertura del 50%. Protesta contro rinvii di udienza che, nelle cause civili ordinarie, giungono perfino a 5 anni.

La situazione pare davvero disastrosa. In gennaio, secondo Mantovani, risultava anche che tutte le cause di locazione e affitto avessero a disposizione, nell'intera provincia di Vicenza, un solo magistrato. E mentre la media dei carichi di lavoro in Italia sia di circa 6-700 procedimenti a testa, a suo dire (meglio, a suo calcolare) nel Tribunale di Vicenza la cifra salirebbe al record di 1.300 procedimenti per magistrato.

«All'istanza di fallimento» dice Mantovani a Panorama.it «hanno aderito anche la Confindustria di Vicenza, la Confartigianato, l'Apindustria, la Confcommercio, le organizzazioni sindacalie gli ordini di notai, commercialisti e consulenti del lavoro». L'avvocato sottolinea che «la situazione è intollerabile, e tenderà ad “avvitarsi” sempre più, perché nessun magistrato vorrà venire a Vicenza per affrontare carichi di lavoro pesantissimi e destinati a un inevitabile aggravio». Chissà se un magistrato prenderà in carico la sua istanza...

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